Sono in corso le trattative tra governo e sindacati per ampliare il numero di coloro che potranno beneficiare della 14ª mensilità sulla pensione. Secondo gli ultimi aggiornamenti, a partire dal 2017 ci saranno un milione e mezzo di persone in più che potranno godere di 14 mesi di pensione all'anno. Oltre ai requisiti di reddito, i pensionati dovranno aver compiuto almeno 64 anni di età per percepire una somma aggiuntiva che andrà da un minimo di 336 euro a un massimo di 554 euro.

Il bonus sarà proporzionale al reddito e terrà in considerazione anche l’ISEE con le ultime novità.

La 14ª mensilità pensionistica

Nel 2007 durante il governo di Romano Prodi venne fatta la riforma del Welfare che prevede una mensilità in più a seconda degli anni contributivi maturati. La 14ª viene versata nel mese di luglio, sempre che il contribuente non abbia un reddito superiore a quello minimo previsto dall’Inps calcolato in base a tutti i redditi e le proprietà intestate. La 14ª parziale viene corrisposta a chi ha un reddito massimo di 9.787 euro in base a dei calcoli fatti sugli anni di contribuzione e l'età anagrafica.

La 14ª non viene calcolata come reddito ai fini IRPEF e non influisce su altri trattamenti privilegiati come pensioni di invalidità o assegno sociale.

L'anticipo pensionistico (APE)

Uno degli argomenti più caldi della trattativa è la flessibilità dell'anticipo pensionistico, che dovrebbe modificare l'età pensionabile dei lavoratori iscritti alla previdenza pubblica. A partire dal 2017 chi ha raggiunto 63 anni di età potrebbe andare in pensione secondo lo schema generale stilato il 27 settembre scorso. La misura ha ancora bisogno di essere perfezionata tramite gli accordi tra le parti, e sarà sperimentale per i primi due anni. Potranno andare in pensione i lavoratori dipendenti pubblici o privati che partire dal 1 gennaio 2017 abbiano compiuto 63 anni e manchino al massimo tre anni e sette mesi raggiungimento dell'età pensionabile.

Questi lavoratori percepiranno una somma dall’Inps ottenuta tramite prestiti con banche e assicurazioni che dovranno restituire quando raggiungeranno l'età della pensione di vecchiaia con delle rate mensili dilazionate in vent'anni.