I lavoratori della Fluorsid sono in stato di agitazione a seguito del licenziamento di due dipendenti, avvenuto il 2 luglio 2026. La mobilitazione ha raggiunto un punto cruciale con un presidio svoltosi la mattina del 31 luglio davanti allo stabilimento di Macchiareddu, un'iniziativa che ha visto la partecipazione compatta delle principali sigle sindacali e di esponenti politici e istituzionali.
All'iniziativa hanno aderito le organizzazioni di categoria Filctem, Femca e Uiltec, insieme alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti anche il sindaco di Assemini, la senatrice M5S Sabrina Licheri, la deputata Avs Francesca Ghirra e diversi consiglieri comunali, a dimostrazione della vasta solidarietà nei confronti dei lavoratori. Durante l'assemblea, i sindacati hanno ribadito con fermezza la richiesta al presidente di Fluorsid, Tommaso Giulini, di ritirare i due licenziamenti unilaterali e di avviare immediatamente un tavolo di confronto formale.
Le organizzazioni sindacali hanno annunciato che la mobilitazione proseguirà a oltranza e che, nei primi giorni della settimana successiva, verranno decise ulteriori e più incisive azioni di protesta. "È un atteggiamento gravissimo – hanno dichiarato Giampiero Manca (Filctem), Mattia Carta (Femca) e Pierluigi Loi (Uiltec) – da parte di un'azienda che riceve finanziamenti pubblici e che si ostina a non dichiarare formalmente una crisi che, di fatto, prevede il dimezzamento della produzione e un conseguente numero di esuberi non ancora quantificato".
Le richieste sindacali e il contesto aziendale
I rappresentanti dei lavoratori hanno sottolineato come Fluorsid usufruisca di contributi pubblici, esprimendo profonda preoccupazione per la gestione della crisi aziendale, la quale non ha presentato alcun piano industriale formale.
I sindacati hanno definito i licenziamenti un "gravissimo atto unilaterale", esigendo l'immediato ritiro dei provvedimenti e l'istituzione di un tavolo di confronto finalizzato a definire prospettive industriali chiare e condivise per il futuro dello stabilimento.
Nel corso del presidio, i delegati di Filctem, Femca e Uiltec hanno riferito di interlocuzioni in corso tra l'assessore regionale all'Industria e la direzione aziendale. Hanno tuttavia insistito sull'urgenza di una convocazione immediata di un tavolo formale, precisando che tale confronto non può prescindere dal ritiro dei licenziamenti. L'appello diretto al presidente Tommaso Giulini è stato chiaro: "Accogliere le nostre richieste, a partire dal ritiro dei licenziamenti, sarà utile a riportare la vertenza dentro quel sistema di regole condivise indispensabile a gestire le difficoltà dell'azienda".
Prossime iniziative e il ruolo istituzionale
La partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali alla mobilitazione ha rafforzato il fronte di solidarietà verso i lavoratori. I sindacati hanno confermato che la prossima assemblea, in programma per i primi giorni della settimana successiva, sarà il momento per deliberare ulteriori e più forti azioni di protesta. La preoccupazione per il futuro occupazionale nello stabilimento di Macchiareddu rimane elevata, aggravata dalla mancata presentazione di un piano industriale concreto e dalla già evidente riduzione delle attività produttive.