Dopo la morte di Tony Gwynn, stella dei San Diego Padres, scomparso nel 2014 a 54 anni per un cancro alle ghiandole salivari, le associazioni per la salute e il repubblicano Frank Pallone, hanno proposto di bandire il tabacco masticabile dai campi da baseball.

La proposta è stata già accolta dalle leghe minori: i ragazzi che emulano i loro divi della Major League non potranno masticare nel “diamante” durante la partita, ma soltanto nel cortile di casa mentre lanciano contro il muro per perfezionare la loro tecnica o sfogare la rabbia tipica dell’adolescenza.

Il tabacco masticabile, infatti, ha la proprietà di rilassare e aiuterebbe addirittura a concentrarsi durante il gioco. Tuttavia, come spiegava Gwynn durante la sua battaglia contro il cancro, è considerabile una droga al pari delle sigarette. Responsabile oltre che del cancro alle ghiandole salivari, al pancreas e all’esofago, anche di malattie cardiache e polmonari, e addirittura della perdita dei denti, della mandibola, del mento, delle guance e del naso. È necessario che i giocatori di serie A smettano di masticarlo almeno davanti alle telecamere per non dare un cattivo esempio ai più giovani.

Nelle scuole superiori americane il 12,5% dei ragazzi che giocano a baseball ha già “preso il vizio”. Molti dei giocatori adulti, infatti, hanno difficoltà a smettere proprio perché il 33% di loro mastica da quando era al liceo.

La proposta di Frank Pallone consiste anche nell’introduzione sul mercato di tabacco sintetico. Vediamo se sarà accettata. Nel frattempo, i coach hanno chiesto ai giocatori di “dare il buon esempio” e di cogliere l’opportunità storica di eliminare uno dei simboli di questo sport, un simbolo negativo.

Il baseball è uno sport per duri

Il baseball è uno sport duro. Se la pallina ti colpisce in faccia o in “zone delicate”, rischi di finire in ospedale. Alcuni sono persino morti.

Il gioco si sviluppa in piccole fasi e in ogni momento può toccare a te, non ci sono compagni a cui scaricare un’azione come si può fare nel calcio: se l’azione è su di te, sei il solo a doverla portare avanti. È per questo che la tensione può essere alta e improvvisa e molti atleti sentono il bisogno di scaricarla masticando chewing-gum o tabacco. Masticare e sputare nel dugout ti dà l’aria da duro, ti fa sentire una specie di cowboy in attesa di sfoderare la pistola in un duello immaginario tra pitcher e battitore. Vietare di masticare tabacco, dunque, è come togliere loro la pistola ed è comprensibile che molti giocatori si siano rifiutati.

A Boston, Los Angeles e San Francisco esistono già leggi locali che vietano l’uso del tabacco masticabile, un’abitudine radicata nella cultura di questo sport sin da quando è stato scritto il primo regolamento del baseball moderno, nel lontano 1845.