Allarme infertilità per i maschi delle nuove generazioni. Il numero degli spermatozoi, infatti, negli ultimi anni si sarebbe incredibilmente dimezzato. Statisticamente, infatti, se negli anni ‘70 la produzione normale nei maschi era stimata intorno ai 100 milioni di spermatozoi per ogni millilitro, dal 2011 il loro numero si sarebbe ridotto a circa 47,1 milioni. Una riduzione, quindi, di quasi il 60% che si sarebbe venuta a determinare in meno di 40 anni come ampiamente dimostrato da un recente studio.

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Infertilità maschile: i maggiori fattori di rischio

Lo studio sull’infertilità nelle generazioni moderne è stato reso noto durante il Convegno di Medicina della Riproduzione svoltosi recentemente ad Abano Terme sullo studio delle anomalie legate al gene E2F1. Il numero di spermatozoi minimo per millilitro sarebbe di quindici milioni e quindi per fortuna, siamo ancora lontani dall’allerta minima stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanità.

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Il dato, invece, che risulta estremamente preoccupante, sarebbe la velocità che avrebbe determinato la sua repentina diminuzione. Sull'infertilità maschile, secondo gli esperti, inciderebbero diversi fattori della società moderna come l'inquinamento, il fumo di sigaretta e l’esposizione a sostanze particolarmente tossiche. Ma anche l’abitudine di portare il telefonino in tasca potrebbe sortire, nel tempo, a degli effetti negativi sulla normale funzionalità dei gameti presenti nello scroto. Infatti, l'esposizione sistematica alle radiazioni emesse dai cellulari, potrebbe influire sul livello normale e sulla motilità degli spermatozoi.

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Salute

Gene E2F1: i risultati dello studio sull’infertilità

Come abbiamo visto l’inquinamento atmosferico sarebbe uno dei principali responsabili dell’alterazione del gene E2F1, messo sotto osservazione dal recente studio coordinato dal professore Carlo Foresta della UOC Andrologia e Medicina della Riproduzione e Coordinatore della Rete Endocrinologica del Veneto. In particolare il gene E2F1 sarebbe deputato alla regolazione della particolare divisione cellulare e nella conseguente produzione di spermatozoi.

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La presenza di alterazioni di questo gene si ripercuotono automaticamente su una spiccata predisposizione all’infertilità maschile. Studi approfonditi avrebbero dimostrato come la possibile anomalia di questo gene possa essere estremamente condizionata dall’aumento della temperatura in svariate circostanza come il varicocele, l’obesità del soggetto, l’eccessiva esposizione a fonti di calore e le saune.

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Nuovi scenari, quindi, si aprono che inducono ad ipotizzare che l’aumento del tumore al testicolo e la riduzione degli spermatozoi possa essere strettamente associata all’incremento delle temperature ambientali ma anche attribuibili ad abitudini sbagliate adottate dagli uomini negli ultimi anni.

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