Muhammad Ali, l'ex campione dei pesi massimi e uno degli sportivi più conosciuti al mondo, è morto nella notte tra il 3 e il 4 giugno nell'ospedale di Phoenix. Aveva 74 anni.
Era stato ricoverato per problemi respiratori giovedì scorso, ma i medici avevano definito non gravi le condizioni del campione. Venerdì mattina però, iniziava a trapelare la notizia che le condizioni di Ali erano peggiorate. I funerali si terranno a Louisville (Kentucky), città natale del "più grande di tutti i tempi".
Cassius Clay diventa Muhammad Alì
Muhammad Alì, nato nel 1942 a Louisville con il nome di Cassius Marcellus Clay, ha raggiunto la fama vincendo l'oro dei pesi mediomassimi alle Olimpiadi di Roma nel 1960.
E' nel 1964 che Alì inizia a scrivere la sua eccezionale storia sportiva, quando sfida il campione del mondo Sonny Liston. Contro tutti i pronostici Muhammad Alì sconfisse il temibile Liston in otto riprese. Il giorno dopo Cassius Clay si convertì all'islam, aderendo alla Nation of Islam, e divenne il leggendario Muhammad Alì. Il pugile stesso spiegò che il cambio di nome era dovuto per liberarsi dal nome da schiavo.
Nel 1965 Alì e Liston si incontrarono di nuovo - al primo round il campione del mondo colpì Liston con il cosiddetto 'pugno fantasma' e vinse di nuovo. Quel giorno la carriera di Alì decollò e difese successivamente il titolo per otto volte.
In quegli anni però c'era anche la Guerra in Vietnam e Muhammad Alì chiamato alle armi, si rifiutò di combattere e si oppose a una guerra che la maggioranza degli americani riteneva ingiusta. Questo rifiuto però gli costò il ritiro della licenza di pugile per più di 4 anni.
Joe Frazier, George Foreman e "The Rumble in the Jungle"
Dopo 4 anni, riottenne la licenza e nei tre anni successivi combatté tre degli incontri più memorabili nella storia della boxe. Nel 1971, il detentore del titolo Smokin' Joe Frazier accettò di combattere contro Alì, ma l'Incontro del Secolo, organizzato a New York, si concluse dopo 15 riprese con la prima sconfitta da professionista di Alì ai punti.
Muhammad Alì, però, riuscì a prendersi la rivincita contro Frazier, considerato il più forte pugile del momento.
Il 28 gennaio 1974 Alì vinse ai punti dopo 12 durissime riprese.
Nello stesso anno George Foreman, detentore del titolo dei pesi massimi, sfidò Muhammad Alì per dimostrare di essere il più forte del mondo. Il 30 ottobre a Kinshasa (RDC), Don King, che diventerà il più famoso impresario nel mondo della boxe, organizza il suo primo incontro - "The Rumble in the Jungle" (La rissa nella giungla). L'incontro sarà ricordato come uno degli esempi migliori di pianificazione strategica nella storia della boxe - Alì decise di affrontare l'incontro in modo completamente nuovo. Il suo stile si basava sulla "danza", l'agilità e il gioco di gambe, ma a Kinshasa Alì cambia stile. La sua nuova strategia consistette nell'incassare i colpi di Foreman, per stancarlo. Nel match Alì provoca continuamente Foreman che dopo alcune riprese appare molto stanco.
Nell'ottavo round, Alì riuscì ad assestare un micidiale colpo a Foreman, che gli valse la conquista del titolo per la seconda volta, eguagliando il record di Floyd Patterson.
Il ritiro e il Parkinson
Dal 1976 inizia il lento ma inesorabile declino del campione che non riesce più a stendere i suoi avversari. Nel 1978 nonostante l'avanzata età riesce a riottenere il titolo WBA vincendo ai punti contro Leon Spinks, ma subito dopo l'incontro annuncia il ritiro.
L'amore per questo sport però spinge a sfidare Trevor Berbick per riconquistare il titolo ancora una volta, ma nel match tenutosi l'11 dicembre del 1981, Alì perde e appare agli occhi dell'allenatore molto lento. Erano i primi sintomi della sindrome di Parkinson.
L'incredibile carriera sportiva di Muhammad Alì si conclude dopo 61 incontri da professionista, di cui 37 vittorie per KO e solo cinque sconfitte. E' stato una leggenda sul ring e un campione nella lotta per i diritti civili.