Il mondo del ciclismo è rimasto sconcertato dalla recente decisione di Simon Yates di ritirarsi a soli 33 anni. Yates, reduce dalla miglior stagione della carriera con la vittoria del Giro d'Italia e di una tappa del Tour de France, ha compiuto questa mossa a sorpresa, dopo aver già partecipato al primo raduno della Visma - Lease a Bike in vista della ripresa dell'attività per la stagione 2026. L’ex corridore e manager Bjarne Riis non ha tardato a esprimere il suo disappunto e la sua incredulità riguardo alla scelta di Yates.

Riis: 'Perchè proprio adesso?'

"È un peccato che Yates se ne sia andato all'improvviso. Non si può fare a meno di porsi una domanda fondamentale: perché mai proprio adesso? Si stavano preparando e allenando duramente per la prossima stagione", ha affermato Riis, sottolineando quanto fosse fondamentale il contributo di Yates per la squadra, specialmente in supporto a Jonas Vingegaard nel suo tentativo di vincere sia il Giro d'Italia che il Tour de France.

Riis ha messo in evidenza il timing inopportuno della decisione di Yates, suggerendo che, se fosse stata una scelta pianificata, il corridore britannico avrebbe dovuto comunicare la sua volontà in modo più strategico per non danneggiare la squadra.

"Non credo che fosse pianificato. Perché allora avrebbe probabilmente aiutato un po' la squadra dicendolo al momento giusto", ha commentato Riis, evidenziando le responsabilità etiche e professionali che Yates aveva verso i suoi compagni.

Il ritiro di Yates rappresenta una grave perdita per tutta la Visma - Lease a Bike, che in questa fase della stagione non potrà trovare alternative sul mercato per colmare il vuoto lasciato da questo addio inaspettato. "È una grande perdita. Perdono un vincitore del Giro che potenzialmente è tra i primi cinque al Tour. Vingegaard perde un uomo importante per il Tour. Ha bisogno di tutto il supporto possibile al suo fianco", ha dichiarato Riis, chiarendo quanto peserà questa scelta di Yates sulla stagione di Vingegaard.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la Visma ha già perso alcuni pezzi importanti nel mercato, come Benoot, Uijtdebroeks e Van Baarle. "Penso che sia un errore per la Visma, che ha già abbastanza sfide da affrontare…. la squadra è diventato un po' più debole. Non sono migliorati, si sono indeboliti su tutti i fronti", ha detto Bjarne Riis, preoccupato per la direzione futura della squadra.

'Ha appena vinto il Giro e non gliene importa più niente'

La tempistica del ritiro di Yates ha inoltre portato a speculazioni riguardo alla sua motivazione. Solo un mese prima, Simon era presente alla presentazione del percorso del Giro d'Italia 2026, rivelando il suo intento di difendere la vittoria conquistata nel 2025.

A fine dicembre, era anche presente al training camp della Visma, un fatto che ha suscitato ulteriori dubbi sulla spontaneità della sua scelta di abbandonare la competizione.

"È un po' strano, ed è un periodo strano. Ma se perdi la voglia, perdi la voglia", ha commentato Bjarne Riis, ponendo l’accento sulla necessità di essere motivati per affrontare le sfide che comporta il ciclismo pro. Tuttavia, Riis ha messo in discussione la logica di Yates, evidenziando come, avendo appena vinto il Giro, ci si aspetterebbe una determinazione ferrea anziché un ritiro prematuro. "Ci deve essere qualcuno che si sente preso in giro. Il ragazzo ha appena vinto il Giro e non gliene importa più niente, mentre altri lottano tutto l'anno senza vincere nulla", ha concluso Riis, lasciando il pubblico con una riflessione amara sul mondo del ciclismo e sulla natura della competitività al suo interno.