Lo scorso weekend, gli Stati Uniti hanno fatto i conti con una veemente bufera di neve, a cui è stato dato il nome Jonas. Come avviene ormai da tradizione, attribuendo un nome agli eventi atmosferici devastanti. La tempesta ha fatto molti danni: New York è stata letteralmente paralizzata per diverse ore: bloccato infatti sia il traffico aereo (con 8600 voli cancellati) che quello automobilistico.

I morti sono arrivati a diciannove. La situazione in queste ore sta gradualmente tornando alla normalità. Il prossimo febbraio, ormai alle porte, l'Europa rischia di fare i conti con una tempesta di neve simile. L'allarme meteo arriva direttamente dalla stratosfera polare. Ecco dunque cosa potrebbe succedere.

Cosa sta succedendo nella stratosfera polare

Fari puntati dunque sulla stratosfera del Circolo polare Artico, situata tra i 27-mila e i 31-mila metri, la cui temperatura è mediamente compresa tra i meno sessanta e meno ottanta gradi. Mentre la calotta polare e il mare glaciale artico si caratterizzano per una temperatura tra i meno cinquanta e i meno ottanta gradi.

In questa area per il prossimo 31 gennaio è previsto un sostanzioso innalzamento delle temperature, con conseguente decentramento delle aree più fredde proprio verso l'artico europeo. Per effetto di ciò, è previsto un riscaldamento di trenta-quaranta gradi, passando così dagli attuali meno ottanta ai meno quaranta gradi.

Le conseguenze

Parliamo ovviamente di previsioni meteo, le quali, se venissero confermate, potrebbero provocare una destrutturazione su tutta la colonna del vortice polare. Il che significa che dopo il cinque febbraio potremmo affrontare una bufera di neve. La quale comporterà un'ondata di freddo a cui succederà poi un'ondata di caldo, con temperature che si innalzeranno, diventando così superiori alla media.

Ipotizzare quale parte dell'Europa potrebbe essere colpita è altrettanto difficile. Per logica si potrebbe pensare al Nord Europa o all'Est Europa, generalmente zone più fredde del Vecchio continente. Quanto alle date, si ipotizza come detto un acuirsi del fenomeno dal cinque febbraio, e dovrebbe durare fino alla prima e forse seconda decade del mese.