Il Southampton è stato definitivamente escluso dalla finale dei play-off per la promozione in Premier League, dopo che il ricorso presentato dal club è stato respinto. La decisione è giunta a seguito delle gravi accuse di spionaggio rivolte ai Saints. La commissione disciplinare indipendente dell’EFL ha infatti espulso la squadra dalla competizione, reintegrando il Middlesbrough, che era stato sconfitto in semifinale dal Southampton con un risultato complessivo di due a uno.
La finale per l’accesso alla massima serie inglese sarà quindi disputata tra Middlesbrough e Hull City, con la partita in programma sabato. Il Southampton aveva definito la propria esclusione «manifestamente sproporzionata rispetto a ogni sanzione precedente nella storia del calcio inglese», esprimendo un «risultato estremamente deludente». Il club ha inoltre dichiarato: «Pur riconoscendo pienamente la gravità della questione e il controllo che ne è seguito, il club ha sempre ritenuto che la sanzione sportiva originaria fosse sproporzionata, un'opinione ampiamente condivisa da molti nella comunità calcistica nelle ultime 24 ore».
La sanzione per spionaggio e le sue implicazioni
La commissione indipendente ha accertato che il Southampton si è reso colpevole di aver spiato diversi avversari durante la stagione, in particolare il Middlesbrough, proprio nella fase decisiva dei play-off. La English Football League ha confermato che «un panel di arbitraggio ha respinto l'appello presentato dal Southampton contro la decisione della commissione indipendente per le violazioni delle direttive della competizione. Di conseguenza, la sanzione originale viene mantenuta, così come la penalizzazione di quattro punti per la prossima stagione».
Oltre all’esclusione dalla finale, il Southampton dovrà quindi scontare una penalizzazione di quattro punti nel prossimo campionato.
Inoltre, l’allenatore e lo staff tecnico rischiano una sospensione di diversi mesi, secondo quanto emerso dalle comunicazioni ufficiali.
Il precedente delle sanzioni e la difesa del club
Nel proprio comunicato, il Southampton ha ribadito di accettare la necessità di una sanzione, ma di non poter accettare una misura che considera sproporzionata. Il club ha ricordato che in passato, per un caso simile, il Leeds aveva ricevuto una multa di 200.000 sterline, mentre ora ai Saints è stata negata la possibilità di giocare una partita dal valore economico e sportivo molto superiore. Il Southampton ha inoltre citato altri casi di penalizzazioni nella storia del calcio inglese, come i trenta punti sottratti al Luton Town nella stagione 2008-2009, i ventuno al Derby County nel 2021 e i sei all’Everton nel 2023-2024, sottolineando come la sanzione attuale sia «di gran lunga la più pesante mai inflitta a una squadra inglese».
Il club ha infine ricordato che la sanzione finanziaria più elevata nella storia della Premier League è stata inflitta al Chelsea, con una multa di 10,75 milioni di sterline, senza però l’aggiunta di una penalizzazione sportiva. Il Southampton ha concluso: «Non diciamo questo per minimizzare quanto accaduto, che riconosciamo essere sbagliato. La commissione ha il diritto di imporre una sanzione, ma non quello di imporre una misura manifestamente sproporzionata rispetto alle precedenti nella storia del calcio inglese». La decisione è definitiva e non sarà possibile presentare ulteriori ricorsi alla Corte Arbitrale dello Sport.