Con l'arrivo delle belle giornate e di un mare più calmo, sono ripresi gli sbarchi di massa sulle coste siciliane; e, ahinoi, le stragi in mare. Poco fa un barcone carico di immigrati è affondato vicino Lampedusa, pare a un centinaio di miglia dalla costa dell'isola sicula. Ormai da anni approdo principale per i disperati provenienti dall'Africa. Nella fattispecie, dalla Libia.
Dalle prime informazioni si apprende che le motovedette della Guardia Costiera avrebbero già recuperato diversi morti. Sul barcone c'erano circa 400 persone, di cui più della metà già tratte in salvo (circa 210).
Questo nuovo brutto episodio fa il paio con quanto accaduto ieri, sempre a un barcone partito dalla Libia, questa volta dalle coste orientali. Sono morte almeno 36 persone tra cui donne e bambini. Cinquantadue sono invece stati tratti in salvo.
Secondo i dati diramati dal Viminale, dall'inizio dell'anno vi sono stati oltre 25mila, un dato enormemente superiore a quello del 2013.
Anno che già di per sé ha fatto parlare molto per i numerosi sbarchi avvenuti, aprendo un veemente dibattito politico anche contro la stessa Europa, rea di fare poco per aiutare l'Italia in questa emergenza umanitaria.
La caduta del dittatore libico Muhammar Gheddafi ha avuto come effetto quello di facilitare il traffico di immigrati per opera di approfittatori senza scrupoli. Non solo Lampedusa è una terra promessa per gli immigrati, ma anche Pozzallo, cittadina del ragusano. Ad approdare in massa da qualche tempo anche i siriani.