Spesso lo ritroviamo oggetto della Cronaca Rosa, e ancor più spesso, è protagonista indiscusso di polemiche e critiche varie, circa la sua attività. Parliamo di Rocco Siffredi la star del cinema a luci rosse, che è diventato ormai un'icona per i film del genere.
Stavolta però l'attore e regista non è al centro dell'attenzione per una sua interpretazione o creazione, bensì per un vero e proprio fatto di cronaca nera. Un ex poliziotto l'ha contattato tramite Facebook, richiedendogli l'amicizia. Successivamente però ha iniziato a insultarlo pesantemente sul suo profilo, fino a passare a vere e proprie minacce.
L'uomo ha infatti offerto 100 mila euro a chiunque uccidesse il figlio primogenito di Rocco, fornendo tra l'altro anche l'indirizzo della scuola di Budapest, frequentata dal ragazzo.
Siffredi, che da anni ormai risiede stabilmente in Ungheria insieme alla famiglia, ha prontamente contattato le autorità, denunciando lo stalker, ed ha raccontato, in un'intervista rilasciata al Resto del Carlino, di essersi preoccupato molto per la faccenda. L'ex poliziotto, che su internet si fa chiamare Franco, sembrava conoscere molti dettagli della vita privata del divo, in primis, proprio l'indirizzo della scuola di suo figlio. Rocco ha scoperto che l'uomo aveva creato diversi profili. Il suo modus operandi era sempre lo stesso, prima richiedeva l'amicizia poi passava agli insulti, fino ad arrivare alle minacce di morte.
Esasperato e preoccupato, racconta l'attore, l'ha affrontato tramite Skype, e durante il collegamento, il persecutore ha addirittura tirato fuori le pistole, che ancora possiede, e l'ha nuovamente minacciato. Siffredi ha contattato un suo amico avvocato, ed insieme sono riusciti a scoprire che l'uomo è appunto un ex agente di polizia, e che già in passato ha avuto guai con le autorità, per problemi comportamentali.
Rocco ha dichiarato che è facile incappare in questi individui sui social, sopratutto se si è famosi, ciò nonostante è davvero molto in ansia, e spera che le autorità riescano quanto prima a mettere la parola fine a questa storia.