Sarebbe ancora vivo padre Paolo Dall'Oglio, il missionario italiano rapito da un gruppo di estremisti islamici il 27 luglio del 2013 in Siria e del quale si erano diffuse voci circa il suo assassinio.
La voce che riaccende le speranze è stata diffusa dal quotidiano libanese al Akhbar, secondo il quale il religioso avrebbe incontrato un mese fa una delegazione italiana.
Secondo la stessa fonte, Dall'Oglio sarebbe prigioniero in una regione del nord, ai confini con la Turchia, nelle mani dell'Isil, il gruppo jihadista sunnita dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante.
L'incontro sarebbe avvenuto nell'ambito delle trattative che il governo italiano starebbe intrattenendo per la liberazione del gesuita e la falsa notizia dell'uccisione dell'ostaggio, diffusa a fine maggio, rientrerebbe nel quadro della strategia messa in atto dai rapitori per convincere la delegazione italiana ad accettare le richieste di riscatto avanzate.
Le reazioni dei familiari
Sulla notizia, non si registrano commenti ufficiali da parte della Farnesina che, ovviamente, preferisce non rischiare passi falsi in una fase particolarmente delicata delle trattative.
Unica dichiarazione, in merito a questa nuova voce sulla sorte di padre Dall'Oglio, è quella giunta dalla sorella, Francesca Dall'Oglio, che ha tenuto a precisare che per il momento si tratta solo di voci alle quali non è stato possibile dare riscontro.
La situazione appare quindi molto incerta, ma i dettagli diffusi sul presunto incontro con la delegazione e lo stretto riserbo mantenuto dagli organi ufficiali, sono tutti elementi che inducono a ritenere fondata la speranza che il religioso italiano sia ancora in vita.