Emergono nuovi ed inquietanti dettagli riguardanti il delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra che fu ritrovata senza vita nel mese di febbraio di quattro anni fa. Per tale omicidio, dal 16 giugno scorso si trova in carcere Massimo Giuseppe Bossetti, colui che viene ritenuto il colpevole di tale efferato delitto. Gli indizi a carico del muratore di Mapello sono sempre più pesanti e, non di meno, le conversazioni avvenute nei mesi successivi al suo arresto, tra Bossetti e la moglie, contengono degli elementi particolarmente inquietanti.
Il quotidiano 'Repubblica' ha pubblicato il contenuto delle intercettazioni dei due coniugi, durante le loro conversazioni avvenute in carcere.
Delitto Yara, Bossetti e i suoi dialoghi con la moglie: 'Non mi hai dato l'alibi'
Nella prima intercettazione, risalente a fine giugno, Bossetti sembra prendersela con la moglie per non essersi 'ricordata' dell'orario in cui era rientrato quella tragica sera: 'Massi, gli ho detto che 'non mi ricordo' risponde la moglie 'Sono passati quattro anni e come potevo ricordarmi. Comunque, gli ho detto che di sicuro era prima delle sette e mezza perchè noi, in ogni caso, cenavamo sempre insieme'. La signora, inoltre, dice al marito: 'Devo dire solo la verità e anche tu la devi dire'.Circa una settimana dopo, il 3 luglio dello scorso anno, un altro colloquio con la moglie ha come principale argomento un coltello che fu sequestrato dai carabinieri in casa Bossetti. Marita Comi si mostra particolarmente preoccupata e chiede al marito se l'abbia mai usato. Di coltelli, i due coniugi parlano anche il 29 luglio, e in particolare di altri coltellini della cui esistenza Bossetti non si ricorda neppure. 'Buttali, capito? Buttali via' ordina il carpentiere di Mapello.