Tim Roth è un attore inglese, il suo nome completo è Timothy Simon Smith, figlio di Anne ed Ernie Smith, nato a Londra il 14 maggio 1961. Suo padre fu un buon giornalista e cambiò il nome in Roth dopo la seconda guerra mondiale, per motivi di sicurezza mentre si spostava in paesi che non erano alleati con l'Inghilterra.

Il suo debutto cinematografico/teatrale fu alquanto casuale, infatti da giovane aspirava a diventare scultore e frequentò scuole mirate a quel tipo di arte.

In seguito ad una parte assegnatagli in una recita, capì qual era la sua vera vocazione, da allora la sua carriera non si è più arrestata ed è noto soprattutto per i film di Quentin Tarantino Le iene e Pulp fiction.

Infanzia di abusi e violenze

Tim Roth aveva già accennato in passato ad abusi subiti, ma adesso in una nuova intervista al The Guardian, ha specificato meglio alcuni particolari angoscianti della sua infanzia. L'intervista era fatta a titolo promozionale per la serie televisiva Rillington Place, durante la quale il regista si è lasciato andare ad alcune confidenze molto intime.

Al giornalista Tim Roth ha rivelato che prima di lui fu suo padre a subire abusi in famiglia e che fu il Nonno paterno a perpetrarli. Dopo molti anni toccò a lui essere abusato e l'autore degli abusi continuò ad essere il nonno. Il padre di Tim non fu capace di difenderlo, probabilmente succube del nonno. Il regista che ora ha cinquantacinque anni, ricorda lucidamente quei momenti orribili e definisce il nonno "Quel maledetto stupratore", aggiungendo che però allora nessuno sapeva come chiamarlo e nemmeno che cosa fare.

La reazione del regista agli abusi

Reagire, denunciare o anche solamente parlare degli abusi subiti è una cosa difficilissima, che sovente va ben oltre le capacità dei bambini abusati.

Tanti di loro nemmeno crescendo riescono a reagire, ne è un esempio il papà di Tim che, pur essendo persona colta ed intelligente, non ha saputo fare nulla nemmeno quando suo figlio ha dovuto subire il suo stesso triste destino.

Tim Roth ha invece reagito a modo suo, infatti la sua prima opera come regista nel 1999, è un film dal titolo "Zona di guerra" in cui si racconta la storia di abusi perpetrati da un padre su una figlia, il film ebbe un buon successo anche se forse nessuno comprese la natura autobiografica della pellicola.

Adesso con la maturità dei cinquantacinque anni compiuti e molto lavoro svolto su se stesso, Tim è riuscito anche a parlare pubblicamente degli abusi subiti, è un atteggiamento molto coraggioso che fa onore al regista, un atteggiamento che sicuramente sarà di aiuto e sostegno per tanti altri bambini che vivono o hanno vissuto la sua terribile esperienza.