Quella del Chapecoense e del loro volo caduto in colombia è una tragedia che nasconde gravissime responsabilità che potevano essere evitate. Secondo le indagini che intanto proseguono senza sosta, sono emerse delle notizie sconcertanti che avvolgono l'accaduto sotto una nube nera, formata da un mix di elementi che sfociano nelle gravi omissioni delle informazioni. Soprattutto aver dato il via al volo che non sarebbe mai dovuto decollare in quelle condizioni, e a confermare l'oggettivo coinvolgimento in quanto è accaduto, non solo c'è l'arresto del direttore della compagnia, ma anche la fuga volontaria di colei che ha autorizzato la partenza dell'Aereo privo del carburante sufficiente per raggiungere la meta: la funzionaria della compagnia aerea Lamia.

71 vittime nel volo caduto

L'ipotesi più acclamata oramai è quella della caduta perché l'aereo aveva esaurito il carburante, e ad avvallare l'ipotesi c'è anche la testimonianza di Ximena Suarez, una dei sopravvissuti alla tragedia. Infatti rilasciando una testimonianza ad un giornale locale dopo la tragedia ha dichiarato: "Le luci si sono spente poco prima dell'impatto. Non mi ricordo altro". Nell'incidente sono morte 71 delle 77 persone presenti a bordo. Sull'aereo oltre alla squadra e allo staff del Chapecoense, vi erano anche molti giornalisti. Il volo era diretto a Medellin dove si sarebbe svolta la gara di andata della finale di Coppa Sudamericana.

Responsabilità e arresti

La polizia ha già provveduto al primo arresto, trattasi di Gustavo Vargas Gamboa in qualità di direttore generale della compagnia aerea Lamia.

Sarebbe dovuto avvenire anche un secondo arresto, ovvero quello della funzionaria che ha dato l'ok alla partenza del volo da Cobija per Medellin. Non è ancora chiaro se è stata una grave mancanza nei controlli, ovvero se la donna ha autorizzato la partenza senza essersi accertata del livello di carburante presente nell'aereo, o se lo ha fatto partire essendo consapevole che non sarebbe bastato per tutto il tragitto.

È ovvio che le due situazioni in cui sarebbe comunque colpevole, avrebbero un peso diverso nella condanna, ma per il momento è fuggita all'arresto rifugiandosi in Brasile.

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