Roma, tra venerdì 20 e sabato 21 aprile, una coppia gay è stata aggredita da un gruppo di persone a Trastevere. Si stratta dell’ennesimo caso di aggressione di stampo omofobo nel nostro paese. Esistono ancora troppe persone le quali credono che l’omosessualità sia uno “stile di vita”, una “scelta” o addirittura un errore della natura. Che cos’è l’omosessualità oggi e come si è evoluta nel tempo questa concezione?

L’omosessualità nel '900

L’omosessualità per diverso tempo venne considerata un disturbo mentale, una perversione sessuale, prima di essere ufficialmente tolta dal DSM nel 1974. Durante la seconda metà del secolo scorso quindi, lo status dell’omosessualità è notevolmente cambiato in psichiatria e psicologia. Se leggessimo la letteratura medica e psicologica prima degli anni '70, rimarremmo sicuramente scioccati. L’omosessualità veniva addirittura considerata un comportamento criminale negli Stati Uniti, finché nel 2003 la Corte Suprema ha deliberato di abolire la legge dello Stato del Texas che vietava rapporti sessuali di persone appartenenti allo stesso sesso.

In particolare, dalle scoperte di Kinsey sul fatto che il comportamento omosessuale fosse più comune di quanto si ritenesse, incominciarono diversi studi e si formarono correnti di pensiero per dimostrare l’insensatezza della prospettiva patologizzante riguardo l’omosessualità. Negli anni '90 diversi sessuologi come Havelock Ellis e Magnus Hirschfeld, suggerirono che l’omosessualità fosse naturale e compatibile con la normalità psicologica.

L’omosessualità oggi

Innanzitutto dobbiamo distinguere due concetti: quello di identità di genere con quello di orientamento sessuale. L’Identità di genere è il sentimento profondo di mascolinità o femminilità, cioè come ciascun individuo sente di essere (maschio o femmina).

L’orientamento sessuale invece è l’attrazione sessuale che si percepisce verso uno dei due sessi, o verso entrambi. L’essere gay o lesbica, fa riferimento quindi all’orientamento sessuale di una persona. Questi due concetti poi possono anche comporsi all’interno di ciascun individuo in combinazioni differenti.

Nel primo caso, a differenza dell’orientamento sessuale, si possono incontrare dei disturbi, come per la“disforia di genere” (dal DSM V), cioè una condizione clinica in cui l’avvertire discrepanza tra il proprio sesso biologico e la propria identità di genere causa un disagio clinicamente significativo e compromette il funzionamento sociale e lavorativo. Non si riferisce quindi all’orientamento sessuale ma alla percezione di appartenenza al proprio sesso biologico.

Non ci sono studi definitivi sul come o sul perché si diventi (o si nasca) omosessuali. Vari studi hanno evidenziato sia cause genetiche/biologiche sia molte influenze di tipo socio/culturale.

Il documento dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), che dichiarava la rimozione dell’omosessualità dal DSM, riportava queste parole: “L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo.” È ingiustificato quindi considerare l’omosessualità come una malattia da molto tempo ormai. Tuttavia come dimostrato nella notte tra venerdì e sabato a Roma, le persone comuni continuano ad avere pregiudizi verso l’omosessualità.

La società odierna, infatti, è ancora fortemente omofobica ed 'eterosessista', arrivando a influenzare la salute mentale di queste persone. A causa di ciò, infatti, la persona omosessuale, sperimenta dall’adolescenza in poi sofferenza emotiva ed esclusione sociale, causandone l’isolamento e la personale difficoltà di accettare la propria condizione. Questo stigma, i pregiudizi e la discriminazione nei confronti dell’omosessualità sembrano incidere sulla prevalenza di disturbi psichiatrici rispetto agli eterosessuali, tra cui depressione, attacchi di panico, ansia generalizzata e tentativi di suicidio.

Le evidenze empiriche da diversi studi mostrano che l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere vengano appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione,il linguaggio, l’educazione, i media e persino dalle norme sociali.

Il contributo di tali studi scientifici, ha oltretutto ribadito una concezione dell’omosessualità come variante normale e non patologica della sessualità umana.

L’American Psychological Association riconosce la portata scientifica degli studi sul genere e sull’orientamento sessuale, ribadendo l’importanza della diffusione della cultura scientifica psicologica per la crescita culturale e sociale del nostro paese.Le notevoli differenze culturali e storiche nell’atteggiamento verso gli omosessuali ci ricordano di essere cauti nel sostenere che un tratto non comune sia patologico senza compiere accurate analisi. La diffusione di una cultura delle differenze sessuali, intese come ricchezze, non può far altro che arricchire il nostro modo di vedere e stare nel mondo.