Attimi di follia, che difficilmente i pazienti dell’ospedale dimenticheranno. Infatti, nella notte tra il 22 ed il 23 gennaio un uomo si è presentato al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Fondi, in provincia di Latina. Questo individuo, un 45enne che risiede nella cittadina laziale, a quanto pare, è affetto da problemi di tossicodipendenza, chiedeva di essere ricoverato in seguito ad un malore.
Mentre aspettava il suo turno, improvvisamente è andato in escandescenza, prendendosela con i mobili e le suppellettili presenti nei locali della struttura sanitaria: ha iniziato a lanciare alcune sedie contro gli operatori e a distruggere tutte le apparecchiature che gli capitavano sottomano. Dopo aver rotto anche alcune vetrate, ormai completamente fuori di sé, è uscito dall’edificio ed ha danneggiato anche un’automobile ed un’ambulanza parcheggiata nel piazzale antistante, rendendola inutilizzabile.
La rapina al bar con una scheggia di vetro
Con il suo comportamento il 45enne ha creato il panico tra i presenti, riuscendo a interrompere l’attività del pronto soccorso: infatti si è deciso di deviare tutti i malati e le ambulanze in arrivo verso l’ospedale “Fiorini” di Terracina, mentre la struttura di Fondi, ormai fuori uso, è rimasta chiusa.
Nel frattempo l’energumeno ha fatto perdere le proprie tracce, salvo riapparire pochi minuti dopo all’interno di un locale che si trova proprio di fronte al nosocomio. L’uomo si è presentato alla cassiera del bar con in mano una scheggia di vetro e, minacciando tutti i presenti, ha intimato che gli fosse consegnato l’incasso della serata.
Questa rapina gli ha fruttato un bottino di circa mille euro, più alcuni pacchetti di sigarette. Mentre ormai stava allontanandosi, sono arrivate le forze dell’ordine, allertate dal personale del San Giovanni di Dio.
L’arresto al termine della 'notte brava'
I carabinieri della stazione di Monte San Biagio, con l’aiuto di altri militari di Fondi e Lenola, sono riusciti a bloccare facilmente il 45enne e ad arrestarlo.
La refurtiva è stata recuperata e restituita ai proprietari. L’uomo dovrà ora rispondere di una serie di reati come l’interruzione di pubblico servizio, il danneggiamento e la rapina. Per fortuna nessuno si è fatto male, anche se sono stati ingenti i danni alle cose, tanto da provocare la sospensione dell’attività del pronto soccorso.
Questo episodio si aggiunge a quello accaduto poche ore prima a Gallarate, dove i parenti di un 30enne, che si era appena suicidato lanciandosi dal quinto piano del locale ospedale, ne avevano devastato il pronto soccorso, arrivando anche a picchiare un’infermiera. Necessaria forse una riflessione approfondita sulle condizioni di sicurezza in queste strutture per i pazienti, i loro accompagnatori e tutto il personale sanitario che vi lavora.