Un uomo di 62 anni, M.P., è stato ucciso nel pomeriggio di mercoledì 1° luglio mentre si trovava nella sua abitazione in viale Matteotti, sul lungomare di Civitanova Marche, in provincia di Macerata. Nelle ultime ore è stata fermata con l’accusa di omicidio volontario la compagna della vittima, I.D.M., di 33 anni. La donna, originaria di Teramo, ha spiegato agli inquirenti di aver colpito la vittima nel tentativo di difendersi nel corso di un violento litigio. “Mi ha aggredito e mi sono difesa”, avrebbe raccontato agli inquirenti. Tuttavia, chi segue le indagini, coordinate dal pm della procura di Macerata Enrico Riccioni, non sembra convinto della tesi della legittima difesa, visti gli elementi emersi dai primi accertamenti sul luogo del delitto.

I vicini hanno dato l’allarme dopo aver sentito delle urla

A far scattare l’allarme nel pomeriggio di mercoledì è stata una coppia di origini pachistane che abita al piano di sotto nell’edificio in cui è avvenuto il delitto. I due, quando hanno sentito dei rumori provenire dall’appartamento della vittima, hanno immediatamente chiamato il vicino di casa: ha risposto la compagna del 62enne, sostenendo che l’uomo si era ferito ed era stato accompagnato in ospedale. Non avendo visto nessuna ambulanza, i due vicini si sono insospettiti e hanno contattato prima il fratello, poi un cugino del 62enne. Quest’ultimo, quando è giunto sul posto alcune ore dopo, si è trovato di fronte al corpo del congiunto riverso a terra in una pozza di sangue.

La compagna della vittima si trovava ancora in casa, in stato di shock, ed è rimasta a lungo in silenzio, dentro una vettura della polizia, mentre gli agenti effettuavano i primi rilievi nell'abitazione.

Le prime ricostruzioni della dinamica del delitto

Gli inquirenti hanno pochi dubbi sul fatto che il delitto sia maturato durante una violenta lite del 62enne con la compagna. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe deceduto per dissanguamento dopo essere stato raggiunto da un fendente al braccio. La ferita sarebbe stata provocata da un coltellino a serramanico. Inoltre, il corpo della vittima presenterebbe almeno altre due ferite al capo, provocate da un corpo contundente, con ogni probabilità un manubrio da palestra.

Secondo il medico legale intervenuto sul posto, il decesso risalirebbe alle 14,30, quindi sarebbe avvenuto proprio al culmine del litigio sentito dai vicini di casa. Infine, l’esame delle telecamere di sorveglianza presenti in zona, ha portato subito ad escludere che altre persone siano entrate e uscite dall’edificio teatro del crimine, nelle ore del delitto.

L’interrogatorio della compagna del 62enne ucciso

Le indagini si sono subito concentrate sulla compagna della vittima: i due si frequentavano da diverso tempo e avevano piccoli precedenti penali, per una serie di reati legati alla loro tossicodipendenza, tanto da essere ben conosciuti dalle forze dell’ordine della zona. Frequenti erano le liti della coppia: la 33enne per un periodo si era trasferita nei pressi di Roma, per poi tornare a Civitanova Marche, dove aveva iniziato a convivere con il 62enne.

Dopo la conclusione dei rilievi nell’abitazione in cui si è svolto questo episodio di cronaca nera, la donna è stata accompagnata dai poliziotti in commissariato, dove è stata sottoposta a un lungo interrogatorio. La 33enne, assistita dall’avvocato Massimo Pistelli, ha ammesso di aver colpito la vittima, ma solo per difendersi dall’aggressione del convivente. Tuttavia, viste la dinamica dei fatti e la tipologia di colpi inferti al 62enne, la versione della compagna dell’uomo non ha convinto gli inquirenti, che hanno disposto il suo arresto al termine dell’interrogatorio.