Gennaro Cassese, che all’epoca del delitto di Chiara Poggi a Garlasco era comandante dei carabinieri a Vigevano, ha commentato la notizia di essere stato indagato per false dichiarazioni davanti al pm: “Sono sereno”, ha spiegato a Fanpage.it, aggiungendo di essere pronto a confrontarsi con la procura di Pavia sulle ipotesi di reato emerse. I magistrati, in particolare, vorrebbero approfondire una serie di dichiarazioni rilasciate dall’ex colonnello, ora in pensione, relativamente a un vecchio interrogatorio di Andrea Sempio, sentito a 19 anni come semplice testimone e ora indagato a sua volta come esecutore materiale del delitto di Chiara, sorella del suo amico Marco Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007.
Le parole dell’ex comandante dei carabinieri di Vigevano
Cassese ha rivelato di non aver ancora ricevuto nessuna informazione di garanzia. L’ex colonnello ha scoperto di essere indagato richiedendo un 335, ossia il documento rilasciato dalla Procura che consente di scoprire se si è iscritti nel Registro delle Notizie di Reato, come indagati o come persone offese. Ci sarebbe, quindi, un fascicolo a suo carico per false dichiarazioni al pm. Secondo Cassese ci si riferirebbe alla circostanza che l’ex militare dell’Arma non si sarebbe ricordato dell’ambulanza giunta in caserma per soccorrere Sempio e del modo in cui è stato acquisito lo scontrino del parcheggio di Vigevano, utilizzato dal giovane come alibi per il giorno del delitto.
L’ex comandante ha ribadito di non ricordarsi di quei particolari, tanto da aver chiesto e ottenuto dai magistrati un accertamento con il 118 per la questione dell’ambulanza, per avere conferme. Secondo il colonnello in pensione, dalle verifiche risulterebbe che l’ambulanza, sarebbe intervenuta in caserma almeno 20 minuti dopo la chiamata delle 11, quando lui era impegnato nell’interrogatorio di un altro testimone, Alessandro Biasibetti.
Il nuovo avvocato del colonnello Cassese
Nel frattempo, il colonnello Cassese he scelto di farsi difendere dall'avvocato Valter Biscotti relativamente all’indagine corso. Per l’avvocato non sussistono i presupposti di legge per la contestazione del reato di false dichiarazioni ai danni del suo assistito.
"Vedo un comportamento un po’ anomalo da parte della procura” ha commentato il legale, secondo il quale i magistrati vorrebbero ottenere dei riscontri concreti relativamente ad alcuni aspetti di un’inchiesta “di per sé abbastanza debole".
Il botta e risposta tra l’avvocato De Rensis e l’ex colonnello dei carabinieri
L’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, a oggi l’unico condannato per il caso di cronaca nera, ha commentato le immagini relative all'interrogatorio del colonnello, sottolineando i numerosi “non ricordo” di Cassese, che però “ricorda perfettamente alcune cose di Stasi”. De Rensis ha quindi evidenziato la stranezza dei tre testimoni ascoltati in contemporanea nel 2008 dal colonnello insieme al maresciallo De Vecchi.
Si trattava di Andrea Sempio, sentito secondo quanto riportato dal verbale dalle 10.30 14.40, Alessandro Biasibetti, il cui verbale è iniziato alle 11.25, e Mattia Capra, sentito a partire dalle 13.25. Per il legale di Stasi questi interrogatori in contemporanea, ma anche il verbale interrotto tre volte, come ha dichiarato lo stesso Andrea Sempio, non sono un semplice pasticcio, ma “una grave irregolarità” da chiarire.
Cassese ha voluto rispondere sui suoi “non ricordo”, sottolineando come abbia ascoltato Sempio una sola volta, perché il giovane era già stato sentito pochi giorni dopo il delitto dai carabinieri di Pavia, che però non avevano chiesto al testimone cosa avesse fatto il giorno del delitto.
Per questa ragione l’ex comandante aveva voluto ascoltarlo di nuovo, per chiarire questo aspetto. Cassese ha quindi ricordato che Sempio è stato sentito come altri 200 testimoni, senza mai essere stato al centro delle indagini, mentre Alberto Stasi è stato sotto i riflettori nell’inchiesta sin dall'inizio. “Credo che sia ovvio che mi ricordo di Stasi ma non di Sempio per averlo visto solo una volta", ha concluso l’ex colonnello.