Tra le novità del decreto scuola, appena approvato definitivamente, c'è la mobilità degli insegnanti che, per l'anno scolastico 2016-2017, sarà più estesa. Infatti, i professori immessi in ruolo nel corrente anno scolastico grazie al piano straordinario della Buona scuola di Renzi potranno optare, per l'anno scolastico 2016-17, per l'assegnazione provvisoria derogando al vincolo di persistenza di tre anni nella provincia nella quale sono stati assegnati.
L'assegnazione provvisoria, scrive Il Sole 24 Ore, potrà essere fatta valere sulle cattedre disponibili sia relative all'organico, che a quelle di fatto. In tutto, le domande che potrebbero essere inoltrate per l'assegnazione provvisoria dovrebbero essere più o meno sessantacinquemila per un numero di cattedre che dovrebbe essere di poco inferiore alla metà.
Docenti vincitori concorso 2012, migliaia di cattedre a rischio
Per una questione che si chiude, un'altra si riapre: è quella degli insegnanti immessi in ruolo con il precedente concorso nella scuola, quello del 2012.
Sull'assunzione di migliaia di professori, infatti, il Consiglio di Stato ha posto un grosso punto interrogativo in relazione a quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio sulla questione del punteggio. Infatti, il Tar ammise, con riserva, molti professori che, però, non avevano raggiunto il minimo che era di ventuno su trenta, giudicando il limite minimo troppo alto. L'ammissione con riserva comportò il proseguimento dei professori agli stadi successivi del concorso 2012 fino alla loro assunzione. Con la decisione del Consiglio di Stato, scrive il Corriere delle Alpi di oggi, sono a rischio 2 anni di servizio di questi professori: la decisione finale sarà presa nell'udienza che è stata programmata per il prossimo 20 dicembre.
Supplenti scuola: il pagamento entro 30 giorni
Trova una certa stabilizzazione il pagamento degli stipendi dei supplenti che, secondo quanto predisposto dal Decreto scuola, dovrà essere effettuato entro il termine dei trenta giorni seguenti il mese nel quale i docenti precari hanno terminato la propria supplenza (soprattutto breve). Il provvedimento si è reso necessario per via dei notevoli ritardi accumulati durante l'anno scolastico in corso nel pagamento delle supplenze.