Dopo le dichiarazioni di Enrico Morando (viceministro Mef) e Tommaso Nannicini (responsabile economico Pd) che hanno surriscaldato il dibattito agostano sulla riforma Pensioni (fase 2) a parlare oggi è Marco Leonardi, consulente economico di Palazzo Chigi delegato dal premier Paolo Gentiloni ad occuparsi dell'attuazione delle misure relative alla previdenza e dunque al confronto con i sindacati insieme al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti.

Pensioni, Marco Leonardi intervistato dall'Agi illustra le novità in arrivo

Marco Leonardi ha spiegato oggi (19 agosto) in un'intervista concessa all'agenzia di stampa Agi che il 30 agosto ripartirà il tra l'esecutivo e le parti sociali e che si inizierà a discutere del potenziamento dell'Anticipo pensionistico sociale (o Ape social) e della Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita). A proposito dell'Ape social e della Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci ci sono 6.000 domande in esubero, come ha fatto sapere ieri il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati Cesare Damiano che ha chiesto di prevedere le necessarie risorse finanziarie nella legge di Bilancio 2018 per coprire tutte le richieste di pensionamento con queste due nuove formule.

"Poi - ha spiegato Leonardi all'Agi - partirà l'Ape volontaria, che è pronta". Sarebbe dunque pronto il decreto per l'attuazione dell'Anticipo pensionistico volontario per i lavoratori over 63 ma ancora deve essere firmato dal presidente del consiglio dei ministri, poi dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Decreto per Anticipo pensionistico volontario pronto, al via a settembre

Dopo questi passaggi, banche, assicurazioni e Inps dovranno sottoscrivere dei protocolli. La misura, salvo ulteriori imprevisti e ritardi, dovrebbe essere attiva già nei primi giorni di settembre con effetto retroattivo a partire dal primo maggio 2017 come previsto nella manovra economica e finanziaria varata l'anno scorso e ancora in via di attuazione.

L'Ape social, la Rita, l'Anticipo pensionistico volontario "sono gli strumenti - ha detto il consulente economico della presidenza del consiglio - per far fronte al meccanismo automatico dell'età pensionabile". E' proprio sull'aumento automatico dell'età pensionabile che si sta accendendo sempre di più il dibattito estivo sulla fase 2 della riforma pensioni che dovrebbe comunque introdurre novità importanti per giovani e donne, anche se a proposito delle lavoratrici da parte dell'esecutivo non sono ancora arrivate rassicurazioni sulla proroga del regime sperimentale denominato Opzione donna.

Allo studio anche la riforma del sistema contributivo della legge Fornero

Così come ancora si registra un assordante silenzio da parte del Governo Gentiloni sulla proposta, avanzata da più parti, dell'ampliamento della Quota 41 a tutti i lavoratori precoci e non solo a quelli che svolgono lavori gravosi, che assistono familiari ammalati o che sono invalidi.

Così come i contributi alle imprese sulle assunzioni anche le misure relative alla riforma pensioni saranno finalizzate a sostenere i giovani ma anche meno giovani. "Dobbiamo pensare anche ai quarantenni di oggi - ha detto Marco Leonardi all'Agi - che hanno fatto lavori precari e hanno accumulato - ha spiegato - pochi contributi". Per i giovani di oggi - stretti nella morsa della disoccupazione, dei lavori discontinui, del precariato - si parla anche di pensione di garanzia. Ma ancora, al di là delle buone intenzioni, dei proclami e delle solite promesse, non c'è nulla di certo. Forse si potrà sapere qualcosa in più di certo il 30 agosto prossimo quando della questione torneranno a discutere il governo e i sindacati.

Di certo la situazione e difficile e non tutti i provvedimenti di cui si parla potranno andare in porto, non sarà semplice trovare le coperture finanziarie.

Ancora nessuna risposta su Opzione donna 2018 e Quota 41 per tutti i precoci

"Sono - ha sottolineato Leonardi - interventi costosi, vedremo - ha aggiunto - cosa riusciremo a fare". A quanto pare non tutte le misure di cui si parla potranno essere attuate con la legge di Bilancio 2018 ma si dovrebbe poi attendere la prossima manovra. "Forse - ha detto infatti il consulente economico di Palazzo Chigi - solo una parte quest'anno". Tra i capitoli allo studio del governo anche le modifiche al sistema di calcolo contributivo per gli assegni previdenziali.

"La riforma del sistema contributivo - ha detto oggi Marco Leonardi - si dovrà fare". Ma non ora, non subito, si aspettano le elezioni politiche e la nuova legislatura. "Sarà una proposta - ha detto all'Agi l'economista che segue il tavolo di confronto sulla riforma pensioni fase 2 - che sarà al centro della prossima campagna elettorale e - ha specificato - della prossima legislatura". Dunque ancora niente di certo, le solite promesse da campagna elettorale.