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Russiagate, Belpietro: ‘Volevano incastrare Salvini ma qualcosa è andato storto’

Secondo Maurizio Belpietro qualcuno voleva costringere alle dimissioni Salvini con il ‘metodo Strache’, usato contro il leader della destra austriaca.
Matteo Salvini come Heinz Christian Strache, il leader del partito di estrema destra austriaco Freihitliche Partei Osterreichs (Partito Austriaco delle Libertà), costretto alle dimissioni da Vicecancelliere dell’Austria a causa di imbarazzanti intercettazioni su soldi russi che avrebbe dovuto ricevere da sedicenti oligarchi putiniani. La storia si ripete, insomma, almeno secondo la tesi del direttore de La Verità Maurizio Belpietro, pubblicata oggi, 15 luglio, sul suo quotidiano. È opinione di Belpietro, infatti, che il Russiagate, il caso che ha coinvolto Gianluca Savoini, il faccendiere molto vicino alla Lega, dovesse inizialmente svilupparsi coinvolgendo Salvini in persona in incontri con gli emissari russi, di modo tale da registrarlo e costringerlo alle dimissioni dal governo italiano. Ma “qualcosa però deve essere andato storto”, chiosa Belpietro, convinto che la “trappola” a Savoini rappresenti solo un ripiego. Maurizio Belpietro corre in aiuto di Matteo Salvini Il...
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