Corruzione e concussione, sono questi i capi d'accusa di cui dovranno rispondere alcuni dei protagonisti della nuova tangentopoli capitolina finiti in manette questa notte, durante un blitz della Guardia di Finanza di Roma, su disposizione di ordinanza cautelare disposta dal gip del tribunale della capitale Anna Maria Gavoni. Nell'inchiesta - portata avanti dal Comando Unità Speciali delle fiamme gialle con il coordinamento della procura della Repubblica di Roma - sono coinvolti professionisti, imprenditori e funzionari della pubblica amministrazione. Gli impiegati pubblici colpiti dall'ordinanza cautelare svolgono servizio negli uffici tecnici di alcuni Municipi di Roma Capitale e in una Asl capitolina. Le fiamme gialle hanno effettuato nel corso dell'operazione anche quaranta perquisizioni in abitazioni private e in uffici pubblici di Roma i cui esiti potrebbero portare a nuovi sviluppi dell'indagine.

Tangenti a Roma: in manette funzionari pubblici, imprenditori e professionisti

Ecco i nomi dei destinatari dell'ordinanza cautelare; in carcere sono finiti Simone Casale, Giovanni Grillo, Maurizio Paiella, Marcello Fioravanti, Roberto Biagini, Stefano Urbinati.

Agli arresti domiciliari: Sandro Costantini, Rodolfo Ercolani, Claudio Pompei, Gianluca Sicari, Gianfranco Morani, Franco De Angelis, Andrea Costa, Giovanni Ceci, Andrea Dionisi, Claudio Rantazzi, Giacomo Ceccarelli, Guido Bizzarri, Costantino D'Amico, Claudio Guidi, Maurizio Sabatini e Franco Di Carlo. Obbligo di firma per Daniele Losani, Paolo Bonardini, Massimo Gaiarin, Antonio Domenico Colarusso, Mauro Raggianti e Emiliano Gaspari.

Corruzione e concussione, scatta l'operazione 'Vitruvio': 22 arresti a Roma

La nuova operazione anti corruzione nella Capitale è stata denominata "Vitruvio" e vede in particolare coinvolti, a vario titolo, dieci funzionari pubblici, tredici imprenditori e cinque liberi professionisti (per 6 arresti in carcere, per 16 detenzione domiciliare e per gli altri 6 misure di obbligo di firma).

L'inchiesta iniziò da alcuni episodi di corruzione che avrebbero visto coinvolti alcuni impiegati pubblici in servizio all'Ispettorato edilizio del XIII Municipio di Roma Capitale. Funzionari pubblici corrotti da imprenditori e professionisti, secondo quanto emerge dall'inchiesta, che in cambio di tangenti avrebbero omesso di rilevare diversi abusi accertati durante alcune ispezioni in vari cantieri edili attivi. L'indagine delle fiamme gialle è stata svolta sia con attività investigative tradizionali come pedinamenti e rilevamenti contabili, sia con tecniche più sofisticate come intercettazioni ambientali e telefoniche; attività che man mano l'indagine prendeva corpo venivano estese a dipendenti dell'ufficio tecnico del XIII Municipio di Roma Capitale e in alcuni uffici dell'Asl Roma.

Operazione 'Vitruvio': tangenti 'preventive' per omessi controlli e facili autorizzazioni

In numerose conversazioni intercettate dagli investigatori, gli indagati dell'operazione "Vitruvio" avrebbero fatto chiaro riferimento al pagamento di soldi in favore degli impiegati pubblici responsabili delle ispezioni nei cantieri edili. La Guardia di Finanza avrebbe anche scoperto una sorta di "tangente preventiva" che, a quanto pare, veniva pagata per ottenere "coperture" all'apertura dei cantieri. Oltre agli omessi controlli, sempre in cambio di somme di denaro, gravi irregolarità da parte dei funzionari pubblici arrestati sarebbero state commesse anche nella gestione delle pratiche per il rilascio di autorizzazioni fognarie.