In India si discute il ricorso depositato nel novembre 2013 da Initiative for Medicines, Access & Knowledge (I-MAK) e Delhi Network of Positive People (DNP+). L'iniziativa sostiene che la molecola Sofosbuvir usata per curare l’infezione da HCV non necessita di un nuovo brevetto in quanto non si tratta di un ritrovato scientificamente innovativo. Loon Gangte (DNP+) dichiara che la Gilead usa i suoi brevetti per impedire la diffusione di versioni generiche del farmaco, egualmente efficaci e che questa contesa assomiglia alla lotta che si fece per le cure contro HIV.
I fatti e la cura
Nel 2013 la multinazionale americana Gilead Sciences mise sul mercato la molecola Sofosbuvir, in grado di curare l'epatite C. Il Sofosbuvir può curare con ottimi risultati l'infezione virale attraverso somministrazione orale di 84 compresse. La vecchia cura contro HCV basata su Interferone e Ribavirina, in auge, arrivava fino al 90% di guarigione dei casi, risulta però debilitante e con più rischi oltre a pesanti effetti collaterali per la qualità della vita dei pazienti.
Brevetti rifiutati e opposizioni alla registrazione
Gilead Sciences ha già ricevuto responsi negativi alla richiesta di brevetto da Cina, Ucraina ed Egitto.
Nell'Unione Europea e in altre nazioni come Argentina, Brasile, Tailandia e Russia ci sono opposizioni contro la concessione del brevetto per non consentire di stabilire i prezzi del farmaco ad un unico soggetto. Teniamo conto che all'epoca del lancio la Gilead fissava in 1000 dollari il prezzo di una pillola portandolo ad 84.000 dollari per la cura completa Sofosbuvir (cura associata ad altre molecole ugualmente costose come il Ledipasvir). La multinazionale americana afferma che i costi sono giustificati dal valore della cura. I prezzi calmierati da trattative e accordi per ordini di quantitativi ingenti possono essere agiti solo da Paesi con economie più avanzate. Dal 2013 la Gilead ha già incassato 32 miliardi di dollari,18 miliardi di profitto solo nel 2015.
Andrew Hill, farmacologo all'università di Liverpool, ha pubblicato uno studio che dimostra che il Sofosbuvir può essere prodotto ad un prezzo contenuto, circa 101 dollari per la cura completa di 12 settimane e sostiene che i prezzi altissimi non sono giustificati dai costi di produzione, trattandosi di farmaci di composizione semplice.
L'intento dell'opposizione al brevetto
Pazienti in HCV fuori dagli uffici governativi protestano per convincerli a non concedere il brevetto. Oggi in India la produzione generica concorrente produce a costi molto bassi, raggiungendo i 335 dollari per un trattamento di 12 settimane. Tahir Amin, avvocato e co-fondatore di I-MAK suggerisce che le licenze concesse ai produttori indiani mirano a convincere l'ufficio brevetti che la molecola merita la concessione, anche se si tratta di un farmaco non nuovo creato su dati scientifici ormai obsoleti.
Si intuisce l'esigenza di evitare la concessione del brevetto per produrre quanto prima, ovunque nel mondo il relativo farmaco generico, che si presenta ideale per la facilità di somministrazione, riducendo al minimo la spesa da sostenere.
Medici senza frontiere (Mdf) sostiene la causa e preme affinché si passi alla produzione generica della cura più economica. Avverte delle gravi ripercussioni per i molti malati in attesa di questi farmaci che possono salvare la vita ai pazienti. Afferma che i malati di epatite C nel mondo sono almeno 150.000 e che di questi almeno il 40%, (stimati in quasi 50.000 unità) rimangono esclusi dalle cure perché cittadini di Paesi meno abbienti. La mortalità mondiale della malattia raggiunge i 700.000 casi all'anno. Isabelle Andrieux-Meyer (Mdf), esperta in Epatiti virali, ha detto che non serve a nulla una cura che nessuno può permettersi e che non si possono convincere governi a medio reddito ad investire se i prezzi non sono accessibili. Brevetti e accordi non devono creare ostacoli insormontabili per le persone bisognose di cure che rischiano la vita.