Lo studio è stato pubblicato sulla rivista americana PNAS ovvero Proceedings of the National Academy of Sciences,   si tratta di una ricerca italiana diretta dal professor Maurizio Botta, dipartimento di Biotecnologia, chimica e farmacia dell’Università di Siena in collaborazione col professor Giovanni Maga dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia sperimentato all'università Cattolica a Roma.

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Supportato dalla regione Toscana e da una donazione della Fondazione Dario Fo e Franca Rame e finanziamenti PRIN del MIUR e anche della First Health Pharmaceutical B.V. Coinvolti molti altri ricercatori: professor Andreas Meyerhans del Department of Experimental and Health Sciences, Universitat Pompeu Fabra, Barcelona e professor Miguel Martinez, Jose Estè, IrsiCaixa, e gli Hospital Universitari Germans Trias i Pujol Universitat Autònoma de Barcelona. 

Lo studio

L'idea iniziale è rivoluzionaria perché cambia totalmente l'approccio alla lotta contro i virus.

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Invece di mirare a terapie che colpiscono i virus con  i classici antivirali i ricercatori hanno pensato di inibire la proteina umana che ne permette la replicazione.

Si tratta di un composto che inibisce la proteina umana RNA elicasi DDX3 in grado di far replicare i virus. La molecola è stata già sperimentata in vivo (in organismo vivente) e ha dimostrato di ben biodistribuirsi nei tessuti, molto importante è che non è stato riscontrato alcun risultato tossico nei ratti in cui lo hanno utilizzato. Il professor Giovanni Maga, dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia, spiega che col collega professor Maurizio Botta dell'università di Siena, hanno sviluppato questo inibitore dell'enzima che è in grado di bloccare la replicazione del virus.

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Salute

La nuova strategia si è rivelata efficace contro tutti i diversi ceppi del virus HIV, anche quelli resistenti alle terapie classiche in uso, dato che il bersaglio era inibire la proteina umana DDX3 e non eliminare il virus. Ora si trattava di dimostrare l'ipotesi che se la nuova molecola era in grado di bloccare l'HIV poteva essere efficace anche contro altri virus mutanti o resistenti ai farmaci.

Una geniale e innovativa ricerca

Il professor Maga afferma che la potenzialità di questo ritrovato è grande, tutti i ceppi dei virus dell'Epatite C (Hcv) e della febbre Dengue (Denv) del Nilo Occidentale (Wnv) o il virus Zika non saranno in grado di replicarsi, il risultato è che l'infezione sarà eliminata senza combattere i vari virus.

Il dottor Maga conclude che per il nuovo farmaco c'è ancora bisogno della ricerca e della sperimentazione affermando che in futuro questa ricerca darà origine a una nuova classe di farmaci che oggi non esiste ancora: la classe degli inibitori antivirali ad ampio spettro. 

E' molto semplice se l'azione inibitrice non permette la replicazione del virus anche il quantitativo virale presente nel sangue rimane subito sotto controllo, nel prosieguo il virus sarà destinato ad estinguersi entro il rispettivo ciclo di vita, con questo nuovo metodo molte infezioni virali avranno vita breve. 

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