Il 28 febbraio si è celebrato la Giornata Mondiale delle Malattie Rare. E una delle rare malformazioni che possono colpire milioni di persone è quella che i medici chiamano “seno preauricolare”. Si tratta di un forellino riscontrabile vicino ad un orecchio che appare quasi invisibile, ma potrebbe provocare infezioni e addirittura la formazione di cisti.

Lo strano forellino, che solitamente nasce nella congiunzione della pelle del viso e quella dell'orecchio, risulterebbe comune alle branchie dei pesci.

Un difetto congenito documentato dal patologo tedesco Karl Friedrich Van Heusinger nel lontano 1864 e ripreso dal paleontologo e biologo americano Neil Shubin nel corso degli approfondimenti sull'evoluzione della specie.

Residui dell'evoluzione

Secondo un recente studio, quello strano forellino che in prevalenza nasce vicino all'orecchio destro, risulterebbe più comune tra gli individui con discendenza asiatica e africana. In effetti, detto “disordine” congenito potrebbe colpire anche il 10 per cento della popolazione. Con pichi del 5% soltanto nella Corea del Sud.

Mentre in Occidente ad esempio, il seno preauricolare sarebbe presente soltanto nello 0,1 per cento degli statunitensi e circa nell'un per cento dei britannici.

Al riguardo, si pensa che tale malformazione sia conseguente all'incompleta fusione delle cosiddette collinette che conformano il padiglione auricolare.

Il punto di vista scientifico

Nonostante la scienza non abbia ancora confermato la teoria esposta Shubin, questa vorrebbe che il presumibile e innocuo forellino fosse un residuo evolutivo. Sì, tiene conto che l'uomo abbia pur ereditato da qualche antenato un residuo di coda, atta a spiegare la presenza delle ultime vertebre della colonna, nonché la pelle d'oca o la più umana appendice.

In effetti, secondo la medicina, la fisiopatologia delle fistole auricolari avviene durante l'embriogenesi, e causato dal primo e dal secondo arco branchiale o solco faringeo. Evidenziando inoltre, che questi archi sono presenti in tutti i vertebrati; nei mammiferi ad esempio, formano le strutture della testa e del collo, mentre nei pesci sviluppano le loro branchie.