Brad Gilbert, ormai qualche decennio fa, scrisse un grande libro sul tennis, "Winning ugly", tradotto come "Vincere sporco".
Le vittorie al Roland Garros 2014, sia in campo femminile, che in campo maschile, incarnano esemplarmente la teoria di Gilbert. Maria Sharapova e Rafael Nadal hanno giocato e vinto sporco.
La Sharapova, soffrendo, in tre set, sempre tirati, sempre in rimonta ed in affanno, vince e sconfigge la Muguruza, la Bouchard e la Halep, ossia la gioventù, la freschezza ed anche la tecnica, l'inventiva di un gioco più spumeggiante del suo, ormai stereotipato.
Vince e sconfigge l'età che avanza, la forza che ormai viene mancando, ma vince giocando sporco, vincendo sporco: gemendo ad ogni scambio, invitando le sue avversarie e gemere con lei a deconcentrarsi; esultando in faccia alle giovani avversarie impaurite, gridando loro quel "come on" nell'universale inglese al fine di farsi capire; perdendo tempo, secondi preziosi per recuperare le fatiche, le forze, ben oltre il limite del regolamento, ossia molto al di là di quei 20 secondi che non le avrebbero consentito di vincere.
Ed allora lanci di palla volutamente sbagliati per poter ricominciare molto lentamente il rituale del servizio fino a quando le povere 'agnelline sacrificali' fossero distratte, innervosite, vittime incapaci di protestare e far valere i propri diritti.
Ed allora corse lentissime alla toilette per ritrovare le forze perdute e far perdere i nervi alle povere malcapitate. Tutto questo per vincere sporco.
Rafael Nadal, invece, era il re della terra battuta e lo ha confermato, quindi sembrerebbe non reggere il confronto. Ed invece no. Ieri Rafa era alle corde: aveva trovato il suo giustiziere. Il suo avversario lo avrebbe battuto, lo aveva già fatto a Roma due settimane fa e questo Rafa lo sapeva e quindi pazientemente ha atteso che Novak si sfogasse, vincesse il primo set, desse spettacolo, si stancasse, sudasse tutte le gocce di energia che aveva in corpo, per approfittare dei pochi momenti favorevoli per colpire: vinto il secondo set ed andato avanti nel terzo ha dovuto solo attendere che Nole perdesse la testa, la tranquillità, insomma che gli consegnasse la vittoria.
Grande tennis: vincere in questo sport è anche far perdere l'avversario. Maria e Rafa hanno vinto perché hanno saputo far perdere i rispettivi avversari. Un grande spot per questo sport che appassiona milioni di persone, perché è un grande viaggio come la vita, bisogna superare se stessi per sconfiggere gli avversari.