Niente da fare per Giulio Pellizzari e per il suo tentativo di imporsi come il vero avversario di Jonas Vingegaard in questo Giro d'Italia 2026. Con il suo solito spirito battagliero e generoso, con le grandi aspettative di tutti gli appassionati di ciclismo italiani, Pellizzari ha accettato la sfida diretta proposta dal danese sulla prima vera salita della corsa rosa, il Blockhaus. Il duello tanto atteso tra la stella emergente e speranza italiana e il grande favorito del Giro è sembrato per un attimo infiammare questa settima tappa, ma l’epilogo ha sancito che Vingegaard è ancora di una categoria superiore.

'Ho provato a seguirlo'

Dopo il primo attacco di Vingegaard a cui Pellizzari ha risposto con insistenza, il corridore italiano ha ceduto, perdendo terreno e chiudendo in sesta posizione a più di un minuto dal danese, che ha messo la sua impronta su questo primo punto chiave della corsa rosa. Pellizzari aveva deciso di replicare all'attacco di Vingegaard. “Sapevo che Vingegaard ha una forte accelerazione nelle gambe quando attacca, quindi ho provato a seguirlo”, ha spiegato l’italiano nel dopo corsa.

Tuttavia, quel tentativo si è rivelato fatale: “Sono andato troppo oltre e per me è finita”. Nonostante la fatica crescente, Pellizzari ha sottolineato di aver avuto comunque buone sensazioni durante la gara: “Per il resto, mi sentivo bene e ho pedalato abbastanza bene”.

'Me l'aspettavo un po'

Tuttavia, il rimpianto per aver speso troppe energie nel tentativo di tenere il ritmo di Vingegaard pesa sul corridore marchigiano. “Ora rimpiango soprattutto di aver buttato via tutto seguendo Vingegaard. Ma vabbè, dobbiamo pur portare a termine questo Giro. In realtà me l’aspettavo un po’”.

Dal punto di vista della classifica generale, questa giornata non ha sorriso all’italiano, che ora si trova a 4 minuti e 28 secondi dal leader della corsa, Afonso Eulalio. Inoltre, il distacco da Vingegaard si è ampliato a 1 minuto e 11 secondi.

Questo momento di difficoltà può rappresentare un punto di svolta per Pellizzari, che dovrà ritrovare la giusta lucidità e strategia per affrontare le prossime tappe, in cui si delineerà anche la corsa al podio. Il Giro è ancora lungo e le montagne riservano altre sfide importanti, nelle quali l’esperienza e la resistenza potranno fare la differenza.