Quello che è accaduto domenica scorsa alla Gent-Wevelgem lo ricordiamo tutti. A 20 chilometri dal traguardo parte una fuga a cinque: nel drappello ci sono Greg Van Avermaet e Peter Sagan, promotori del tentativo di allungo, ai quali si ricongiungono Jens Keukeleire, Niki Terpstra e il giovanissimo danese Soren Kragh Andersen. Cinque chilometri dopo, ai meno quindici dal traguardo, ripartono i due fiamminghi Keukeleire e Van Avermaet, ed è qui che si verifica il discusso fattaccio: i due ciclisti al comando sembrano aver trovato un accordo, ed iniziano ad incrementare il loro vantaggio sugli inseguitori: dopo aver tirato il drappello, Peter Sagan si fa da parte, ma l'olandese Terpstra ed il danese Andersen smettono di collaborare, sperando forse in una trainata decisa e decisiva da parte dello slovacco, ma il "Bomber" non ci sta e platealmente rallenta l'andatura, invitando i compagni di inseguimento a collaborare, ma senza ricevere sostegno nell'azione.

Nel frattempo i due fuggitivi incrementano il vantaggio, giocandosi la vittoria della prima vera classica del nord in uno sprint a due.

Nel post-gara non sono mancate le parole al veleno del due volte campione del mondo, motivate, con ogni probabilità, dalla bruciante sconfitta subita per eccesso di zelo nell'ultima edizione della Milano-Sanremo: "Non ho ancora capito cosa volesse fare Terpstra in questa Gent-Wevelgem, ha attaccato, ha scelto di andare in fuga, ma poi si è rifiutato di collaborare. Ragazzi, questo è solo un esempio di come si possono perdere le corse contro di me. Cosa avrei dovuto fare?

Non siamo compagni di squadra e non posso sempre lavorare per tutti ed aspettare che mi battano allo sprint. Nonostante tutto non sono contrariato, sono solo più motivato. Se vinci sempre inizi a perdere le tue motivazioni. Dopo questo terzo posto ho solo più voglia di fare meglio e di andare a prendere qualche altra vittoria importante. Vedremo cosa accadrà al Giro delle Fiandre ed alla Parigi-Roubaix".

Se quest'episodio segnerà definitivamente uno scatto nella maturazione tattica di Sagan non sta a noi dirlo. Da parte nostra, non possiamo fare altro che attendere e sperare di goderci un "inferno del nord" esaltante e spettacolare.