Il finale della Milano-Sanremo dello scorso anno è ancora negli occhi di tutti: l’attacco spettacolare di Peter Sagan in cima al Poggio, l’inseguimento di Michal Kwiatkowski e Julian Alaphilippe, l’allungo decisivo del terzetto e... la volata ristretta, chiusa con uno spalla a spalla la cui istantanea resterà stampata nelle nostre menti ancora per molti anni e in cui è stato il polacco del Team Sky ad avere la meglio su un Sagan ancora una volta “vincitore morale”, “vincitore per lo spettacolo”, ma ancora giù dal primo gradino del podio.

Le dichiarazioni

Un finale che a circa 365 giorni di distanza porta ancora con sé qualche strascico proprio a causa del tema spettacolo ed a parlare è stato proprio Peter Sagan, che in Liguria ha collezionato negli anni tanti, forse troppi piazzamenti, due quarti posti (nel 2012 e nel 2015) ed altrettanti secondi posti maturati nel 2013, quando a batterlo fu il tedesco di quella che allora si chiamava MTN-Qhubeka, Gerald Ciolek, e, come detto, nel 2017 per colpa o merito di Kwiatkowski: “A volte non conta solo vincere, a volte conta anche il modo in cui vai a vincere.

Se si analizza il finale dello scorso anno e si osserva come Kwiato ha vinto, beh... se dovessi vincere in questo modo non potrei ritenermi soddisfatto, non sarei felice della mia prestazione. La vita è bella perché siamo tutti diversi, ognuno la pensa a modo suo ed io credo che la priorità assoluta sia dare spettacolo, non importa se alla fine arriva un successo o una sconfitta.”

La risposta di Kwiatkowski

Trascinato “di peso” in questa sorta di scontro dialettico, Kwiato ha preferito la diplomazia, pesando bene le parole prima di azzardare una risposta: “Che dire? La Milano-Sanremo è una corsa particolare, cambia radicalmente di anno in anno e l’unica cosa che conta davvero è fare la cosa giusta al momento giusto.

Ovviamente correrla con la maglia iridata è diverso ed io e Peter lo sappiamo bene: corri costantemente con una forte pressione addosso, come se tutti si aspettassero qualcosa da te, sono stato in una situazione simile tante volte e certe dichiarazioni fanno parte del gioco.”

In chiusura Kwiato si è lasciato andare in una “sentenza”, quasi a voler porre la parola fine sulla vicenda: “A volte non vinci le corse perché sei il più forte, ciò che serve è essere il più sveglio.”

Ma forse la vicenda si chiuderà solo sabato, quando i due taglieranno il traguardo di via Roma.

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