La Fiorentina guidata dal nuovo allenatore Paulo Sousa – da calciatore ex Juventus e Inter – continua a sorprendere. E pensare che il portoghese è arrivato a Firenze in punta di piedi, anzi, pure con qualche contestazione per il suo passato bianconero. Ma i risultati sul campo hanno cancellato subito ogni nube e hanno reso perfino idilliaco il rapporto tra le parti. Ieri i viola hanno battuto il Bologna per 2 a 0, attestandosi a tre punti dall'Inter di Mancini, che è invece a punteggio pieno.
Le due reti sono state realizzate da due nuovi acquisti: il centrocampista esterno Blaszczykowski e la punta Kalinic. Il primo chiamato a sostituire il malinconico Joaquin, il secondo lo sfortunato Gomez. Il polacco, ex Borussia Dortmund, soprannominato Kuba nel suo Paese, cela però un drammatico passato. Emerso in una recente autobiografia, intitolata proprio come il suo nomignolo.
Vide uccidere la madre dal padre a soli dieci anni
Ogni volta che realizza un gol, Blaszczykowski lo dedica alla madre scomparsa drammaticamente quando lui aveva solo dieci anni.
E cosa ancor più drammatica, è che lui ha assistito alla sua violenta morte. Ad ucciderla il padre, che la accoltellò proprio davanti ai suoi occhi. Il centrocampista visse da allora anni difficili. Racconta che per cinque giorni è rimasto immobile nel letto, isolandosi da tutto e tutti. Fino ai 15-16 anni era alto solo 155 cm, poi è arrivato a 175 improvvisamente. Ad accudirlo la nonna materna Felicja e lo zio Jerzy Brzeczek, anch'egli calciatore e vero sprono affinché lo diventasse anche lui.
Colonna della Nazionale polacca
Kuba è un pilastro della nazionale polacca e lo è stato anche del Borussia Dortmund, sebbene lo scorso anno abbia patito un lungo infortunio. Durante gli Europei del 2012 una sua esultanza dopo un gol commosse il pubblico presente. Anch'egli, come Sousa, è arrivato a Firenze in punta di piedi. A volto da scetticismo e scarsa esaltazione. Ma ha tutte le carte in regola per diventare presto un idolo della curva fiesole.