La Juventus è attesa da impegni importanti da qui alla pausa mondiale. I bianconeri dopo un inizio difficile sono riusciti a vincere due match di seguito contro Torino ed Empoli ma dovranno confermarsi anche nelle altre partite rimanenti fra Champions League e Serie A. Dell'argomento ha parlato Massimo Zampini, nella prima parte dell'intervista. In questo articolo invece il noto avvocato e opinionista sportivo ha voluto dire la sua su tematiche molto vicine alla Juventus, ovvero Calciopoli e Superlega, oltre a descriverci la nascita e l'evoluzione di Juventibus, di cui è il cofondatore.

'Juventibus nasce come blog scritto fondato da Zampini, Momblano e Corsa'

Avvocato, scrittore, conduttore e co-fondatore di Juventibus.com, uno dei canali Twitch più seguiti a tema calcio. Ci racconti la nascita di Juventibus e la sua evoluzione in questi anni. Attualmente conta più di 45 mila follower.

Juventibus nasce come un blog scritto fondato dal sottoscritto, Luca Momblano, Antonio Corsa. Nasce così perché volevamo unire più realtà, quella tattica, quella un po' più ironica sui media e quella un po’ più di approfondimento anche giudiziario.

Un blog aperto anche ai ‘lettori’, che potevano mandarci articoli e tanti dei nostri amici hanno scritto come Sandro Scarpa, Willy Signori, Mike Fusco, alcuni con pseudonimi ed altri con il loro vero nome, man mano è cresciuto diventando un sito importante. C'è stato un momento in cui durante la pandemia da coronavirus, se non sbaglio l’8 marzo, abbiamo deciso di andare in diretta tutti i giorni perché era un po’ che pensavo: ‘Facciamo troppi pochi video’.

L’esigenza era quella di creare un prodotto che permettesse agli utenti di interagire, in un momento storico in cui leggere articoli lunghi poteva essere pesante per il lettore. E allora abbiamo pensato di trascorrere quel momento difficile in compagnia degli utenti.

Da lì è iniziata Casa Juventus, invitando tre, quattro amici la prima volta con giochi, quiz, stupidaggini.

Dopo pochi giorni si è aggiunto Edoardo Mecca, che è un bravissimo uomo di spettacolo. A lui anche Monica Somma, che era la conduttrice di Juventus TV. Sono stati ospiti anche Ferrara, Montero, Iuliano, Marchisio. Abbiamo avuto Lippi, Moggi tante volte, cioè tantissimi, e ci accorgiamo che venivano personaggi importanti. Cabrini, Gentile.

Abbiamo avuto, quelli della Juve 1989 - 1990. Bellissima è stata la partecipazione di Aleinikov e Galia. È stato molto, molto interessante conoscere gente ‘vip’ legata al mondo Juventus. Penso a tantissimi attori, registi, politici, scrittori. È venuto Sandro Veronesi, due volte Premio Strega, Pietro Sermonti.

Faccio fatica a fare tutti i nomi, c’è stata poi la partecipazione di tanti giornalisti sportivi che amano la Juve.

Ancora oggi interagiamo in diretta ogni giorno. Ci confrontiamo, magari un tempo si poteva solo leggere il nostro articolo e commentarlo, c’era un'interazione e una partecipazione minore.

'I media non fanno riferimento allo scudetto a tavolino dell'Inter'

Uno degli ospiti più assidui e seguiti di Juventibus è sicuramente Luciano Moggi. Di recente su avvocati.it l’ex direttore generale della Juve ha lanciato una docuserie sul processo che ha sconvolto il calcio italiano, raccontato con un punto di vista inedito, quello degli avvocati che ricostruiscono la strana indagine del 2004-05. Che idea ti sei fatto su Calciopoli e, se hai seguito la docuserie, degli episodi pubblicati?

No, non ho seguito la docuserie però ho seguito il processo, come sai.

Guarda, al di là di dire chi è colpevole o no, che non amo farlo nella vita, figuriamoci in un processo in cui io non sono stato né un avvocato né ho avuto tutte le carte a disposizione. Una cosa però è certa, è stato un processo zeppo di stranezze totalmente a senso unico.

E questo sin dall’inizio, da come è stato portato avanti con la giustizia ordinaria e sia in sede sportiva in un processo che infatti è nato con il nome di Moggiopoli e non di Calciopoli. L'idea era questa, c’era un grande burattinaio dietro il mondo del calcio. Poi c'erano le chiacchiere con i designatori. C'era soprattutto quella intercettazione, cose che abbiamo scoperto dopo venivano fatte anche da altre società.

Allora, a quel punto dopo hanno detto: ‘Ma la Juventus faceva anche altro’.

Fatto sta che la Juventus e Moggi sono stati condannati prima che cominciassero i processi sportivi e quelli ordinari. Basta vedere le prime pagine dei giornali, già prima che parlasse la difesa c'era scritto: ‘Serie B, radiazioni’. Personalmente da avvocato e da tifoso juventino è una cosa che mi continua a far rabbrividire, non solo nel calcio.

Altra cosa su cui si è fatto fin troppo silenzio è lo scudetto a tavolino dato all’Inter. Ovviamente non ce l’ho con i miei amici interisti, loro non c’entrano nulla. C’è uno scudetto a tavolino dato come premio a chi era eticamente al di sopra di ogni sospetto ed era terzo in classifica. Col tempo si è scoperto che non lo fossero. Magari erano insieme con le altre, magari un po’ meno, magari un po’ di più.

Non è un mio giudizio, non mi interessa, ma sono venute fuori le chiacchierate, le conversazioni che al 100% se fosse emerse nel 2006 non avrebbero portato lo scudetto a tavolino per l’Inter.

Quindi per motivi formali, di prescrizione, non si può cancellare lo scudetto a tavolino. Per me rimane una cosa che i media dovrebbero quantomeno sottolineare, considerando come si scandalizzano sul fatto che nel nostro stadio mettiamo il numero di scudetti che riteniamo giusto. I media invece però non fanno riferimento alla questione principale, cioè lo scudetto a tavolino che nessuno di loro, a partire da tutti, tutti i giornali sportivi, ritiene corretto. Si giudica solo la Juve dicendo che Moggi era peggio degli altri.

'Il tema è che ci piacciono match entusiasmanti e non i monopoli'

Questione Superlega. La Corte di Giustizia Europea fra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 ufficializzerà la sentenza riguardante la competizione europea sostenuta da Laporta, Agnelli e Perez e che potrebbe far saltare il banco del calcio europeo se dovesse considerare l’operato Uefa come monopolistico. Il presidente del Real ha parlato della Superlega come il rimedio al declino del calcio europeo. Cosa ne pensi e cosa ti aspetti dalla sentenza della corte di Giustizia Europea?

Non sento di esprimermi sulla sentenza anche perché non ho tutte le carte in mano per valutare la vicenda. Diciamo che a occhio mi convince abbastanza il fatto che ci sia un monopolio dell'Uefa che impedisce sostanzialmente ad altri di creare nuove manifestazioni sportive.

Quindi sostanzialmente credo che qualche ragione in diritto ci sia.

L'abbiamo visto con l'Eurolega di basket, perché tutti fanno paragoni strani o tutti parlano del merito, il merito che rovina lo sport e la SuperLega non lo rispettava. Sono tre i temi da considerare. Prima di tutto la Superlega era prontissima ed è prontissima a cambiare la formula della competizione. Seconda cosa anche il progetto iniziale di SuperLega dava delle possibilità di accesso per merito, che non sono state poi mai illustrate ad alcune società.

Terza cosa c'è l'Eurolega di basket, che è un super trofeo. Io parlo spesso con il mio amico Maurizio Bigi, ex arbitro di basket con 300 partite in serie A di basket. E mi dice che è un trofeo super che ha sempre palazzetti con tanta partecipazione.

C’è grande interesse ed è formata da undici squadre sempre presenti. Ogni stagione puoi accedere a dei match fantastici e c'è competizione estrema. Il merito conta eccome e nessuno si è sconvolto. È rimasta anche una coppa parallela europea. La Superlega di basket ha valorizzato anche le altre competizioni.

Come finirà? Io personalmente questo non lo so dire. Anche in questo caso sottolineo una chiusura da parte dei media ad ascoltare le ragioni del cambiamento, si sono ritrovati a difendere alcune chiusure strane dell'Uefa, a esaltarne alcune caratteristiche e a prendere Ceferin come esempio, come simbolo dello sport quando diverse situazioni sono gestite in un modo non del tutto convincente.

Si è detto il calcio del popolo, una serie di dichiarazioni retoriche ma bisogna andare come sempre nel merito. Perché probabilmente tutti noi vorremmo assistere un po’ più spesso a delle partite più entusiasmanti durante tutto l'anno. E c'entra poco il fatto che la Juve possa perdere al Maccabi. È evidente anche che i Chicago Bulls possano perdere con una squadra dell'università americana così come Carl Lewis poteva perdere in una giornata non ideale con uno che era molto più scarso di lui nell'atletica leggera, e Lendl contro il numero 150 del mondo.

Il tema è che ci piace vedere match entusiasmanti e che non ci piacciono i monopoli. Quindi secondo me bisognerebbe almeno ascoltare le tesi degli altri.

Vero, la Superlega è stata comunicata nel modo sbagliato in una notte, in una maniera un po’ clandestina e quindi bisogna dire che la modalità non è stata quella ideale. Ma il giudizio dei media si è fermato a questo, invece la SuperLega era pronta a cambiare, è pronta a cambiare completamente anche la vecchia formula. L’obiettivo poi è quello di combattere un discorso di monopolio dove l'Uefa gestisce, organizza, prende i proventi e alle squadre viene data una parte di quanto guadagna. Insomma l’Uefa si arricchisce senza correre alcun rischio, fa l'imprenditrice, senza alcun rischio di impresa. Mi aspetto quindi dai media che non valuti sempre se ci sia il buono e il cattivo, l’Inter o la Juve, Uefa o Superlega, ma che approfondisca e capisca cosa ci fosse dietro quelle istanze reali e sagge anche dal punto di vista del diritto.