Ancora una volta, a Cosenza va in scena un episodio che lascia interdetti e alimenta polemiche sulla gestione targata Eugenio Guarascio. Dopo le lamentele pubbliche dell’allenatore Antonio Buscé sull’impraticabilità dei campi di allenamento, la società ha individuato una soluzione d’emergenza: trasferire temporaneamente la squadra su un impianto messo a disposizione gratuitamente dal Comune di Aprigliano.

Un gesto di disponibilità istituzionale che però certifica una criticità strutturale. Il campo in questione dista oltre 15 chilometri da Cosenza, ma a far discutere non è solo la distanza. Secondo quanto riportato da Alé Cosenza, il presidente avrebbe comunicato a calciatori e staff di raggiungere autonomamente il centro sportivo in automobile. Una scelta che ha spinto il gruppo squadra a organizzarsi diversamente: viaggio collettivo in pullman, con spesa di 15 euro a testa interamente sostenuta da giocatori e staff, senza copertura economica da parte del club.

Un dettaglio che pesa più del costo in sé. Perché nel calcio professionistico è normale che sia la società a garantire logistica e trasferimenti. Quando accade il contrario, il segnale è evidente. E alimenta una narrazione che a Cosenza si ripete troppo spesso.

Serie C: continuano le difficoltà economiche

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio. La Serie C continua a essere una categoria fragile, economicamente esposta e strutturalmente instabile. Anche in questa stagione non sono mancate penalizzazioni in classifica, segno di bilanci in sofferenza e gestioni al limite. Lo scorso anno si arrivò addirittura a esclusioni pesanti: prima Taranto e Turris, poi il caso Rimini, estromesso dal campionato, episodio che ha segnato uno dei punti più bassi recenti della categoria.

La terza serie italiana vive di passione e territori, ma troppo spesso fatica a garantire solidità gestionale. E quando persino il trasporto per un allenamento diventa un problema, il campanello d’allarme suona forte.

Il Cosenza in campo continua a far bene

Eppure, in mezzo a questo scenario complicato, c’è un dato che merita di essere sottolineato: nonostante le difficoltà societarie, il Cosenza continua a rispondere sul campo nonostante lo sciopero del tifo e lo stadio semideserto. I rossoblù sono attualmente quarti nel girone C di Serie C con 43 punti conquistati finora. Un risultato che certifica la compattezza del gruppo e il lavoro tecnico, a prescindere dalle turbolenze esterne. Il campo, almeno per ora, tiene in piedi tutto il resto.