Il sogno Mauro Icardi per la Juventus sembra già destinato a restare tale. Dopo una giornata in cui il nome del centravanti argentino aveva infiammato il dibattito di calciomercato, alimentando speranze e suggestioni tra tifosi e addetti ai lavori, nelle ultime ore è arrivata una brusca frenata che ha raffreddato definitivamente la pista. Le indiscrezioni parlano chiaro: l’operazione, nata più come ipotesi affascinante che come trattativa strutturata, si sarebbe arenata di fronte alle richieste economiche del Galatasaray, giudicate eccessive dalla dirigenza bianconera.

Le richieste del Galatasaray e il nodo economico

Alla base dello stop ci sarebbe la valutazione fatta dal club turco, che per lasciar partire Icardi avrebbe chiesto circa 15 milioni di euro. Una cifra considerata alta dalla Juventus, soprattutto se rapportata alla situazione contrattuale del giocatore: l’attaccante argentino, infatti, andrà in scadenza tra appena cinque mesi. Un dettaglio che cambia radicalmente il peso dell’investimento e che ha portato i bianconeri a riflettere con maggiore prudenza. In un contesto di mercato sempre più attento alla sostenibilità economica, impegnare una somma simile per un profilo non più giovanissimo e con un contratto agli sgoccioli sarebbe apparso poco coerente con le strategie del club.

Le parole di Chiellini chiudono il caso

A mettere definitivamente una pietra sopra alla vicenda Icardi ci ha pensato Giorgio Chiellini. Il dirigente della Juventus, intervenuto nel pre-partita della gara contro il Parma, ha chiarito la posizione del club con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: «Icardi è stata una suggestione post conferenza del mister, ma non c’è stato nulla di più, mi sento di escludere questa operazione. Sugli altri nomi usciti siamo in attesa, se riusciamo bene, altrimenti sappiamo di aver giocatori a disposizione, tra un mese e mezzo tornerà Dusan. È un bravo ragazzo ma non lo vogliamo». Dichiarazioni nette, che spengono definitivamente le voci e riportano l’attenzione su un mercato fatto di valutazioni ponderate e alternative interne. La Juventus, dunque, a poche ore dalla fine mercato invernale, rischia concretamente di non potenziare il reparto offensivo.