Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha annunciato la rinuncia al piano che prevedeva l'apertura dei Mondiali di calcio ai capitali privati. La decisione giunge dopo intense critiche e un'ampia opposizione da parte di numerose federazioni calcistiche mondiali, a pochi giorni dalla presentazione del progetto. Quest'ultimo aveva immediatamente suscitato proteste compatte, in particolare dalla Uefa, che era arrivata a minacciare il boicottaggio delle competizioni organizzate sotto l'egida Fifa.
Infantino ha motivato la retromarcia affermando: "Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è apparso chiaro che il progetto creava divisioni (…) che non sono più nell’interesse dell’obiettivo iniziale", ovvero "quello di unire e progredire. La proposta non verrà quindi adottata". Il piano, svelato martedì, mirava a istituire una nuova entità, la Fifa Forward Enterprise (FFE), concepita per attrarre investitori privati. L'obiettivo era raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari, cedendo quote di minoranza fino al 20%. Tra i potenziali investitori, era stato individuato il fondo Thrive Eternal, creato da Joshua Kushner.
Si discuteva anche di una società da 20 miliardi per gestire gli eventi Fifa, con il coinvolgimento della famiglia Kushner.
Le reazioni internazionali e le dimissioni chiave
La posizione del presidente Infantino si era progressivamente indebolita, anche a seguito delle dimissioni del suo consigliere senior, Carlos Cordeiro, il quale aveva espresso pubblicamente la sua forte contrarietà all'iniziativa. La Uefa, forte delle sue 55 federazioni, si era posta alla guida della protesta, trovando l'appoggio di confederazioni influenti come la CONCACAF e la Confederazione asiatica (AFC), che hanno fermamente respinto la proposta. Lo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell'AFC, ha sottolineato l'importanza di un approccio basato su "consultazioni appropriate, dialogo collettivo e rispetto per le strutture di governance del nostro sport", chiedendo maggiore trasparenza per qualsiasi futura iniziativa.
Anche la Federcalcio messicana ha rimarcato l'importanza dell'unità tra confederazioni e federazioni. La presidente della Federazione norvegese, Lise Klaveness, ha etichettato la proposta come "una forma di ricatto", sostenendo che la Fifa "non ha bisogno di questi soldi". Le confederazioni di Africa e Oceania hanno mantenuto una posizione più cauta, invitando le rispettive federazioni affiliate a esaminare il progetto, mentre la CONMEBOL sudamericana aveva richiesto chiarimenti. Le critiche sono state amplificate anche dall'intervento del direttore operativo Fifa, Kevin Lamour, che ha evidenziato la mancanza di trasparenza e la natura personale del progetto. La Uefa ha ribadito che "alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute" e che "la Coppa del Mondo appartiene al calcio".
Implicazioni per la leadership Fifa
La proposta avrebbe garantito alle 211 federazioni affiliate un pagamento una tantum di 20 milioni di dollari all’inizio del 2027, oltre a un aumento dei finanziamenti per il periodo 2027‑2030. Tuttavia, la ristretta tempistica per la decisione, fissata al 19 settembre, e la sua vicinanza alle elezioni presidenziali Fifa, previste per marzo 2027, hanno contribuito ad acuire le tensioni interne. Infantino, che al momento era l'unico candidato alla presidenza, vede ora la sua posizione meno solida. Questo passo falso potrebbe infatti rendere incerta una conferma per un quarto mandato che prima appariva scontata, aprendo la strada a possibili competitor, tra cui si fa il nome proprio dello sceicco Salman.