"Denise vive qui". Sono queste le parole di un uomo intervistato dal tg regionale della Basilicata. Il testimone avrebbe ammesso di aver conosciuto la ragazza che si spaccia per Denise. Queste le sue parole: "vive qui da diversi anni, si è trasferita con la sua famiglia, è lei Denise". L'adolescente, che mercoledì scorso è stata contattata dalla trasmissione "Chi l'ha visto", rispondendo alle domande della giornalista, aveva negato di essere l'autrice del post comparso sotto l'appello di Piera Maggio, mamma di Denise.

Il cognome di Giulia, è questo il nome della giovane, è effettivamente quello di una famiglia appartenente alla dinastia Rom che al momento della scomparsa della bimba si trovava a Mazara Del Vallo.

Le indagini: dai nomadi alla famiglia

Nei primi giorni della scomparsa, l'attenzione degli inquirenti fu incentrata su alcuni campi Rom che occupavano la periferia di Mazara Del Vallo. Subito dopo, si decise di non seguire la pista del rapimento della piccola Denise da parte dei nomadi e si iniziò a indagare più nell'ambito familiare. Gli inquirenti chiesero a Piera Maggio se ci fosse qualcuno che provava odio nei confronti della sua famiglia tanto da poter fare del male anche alla piccola Denise.

Tra i diversi nomi che fece la mamma della bambina, venne indicato anche quello di Jessica Pulizzi. La ragazza, che al momento della scomparsa non era ancora maggiorenne, aveva subito l'allontanamento dal padre proprio a causa della nuova relazione di quest'ultimo con Piera Maggio, storia che la giovane non riusciva ad accettare.

La prima segnalazione

Circa un mese dopo la scomparsa, una Guardia Giurata aveva ripreso una bambina con un cappuccio in testa e molto somigliante a Denise, davanti ad una Banca di Milano. La piccola era insieme ad un gruppo di nomadi. Questi si erano allontanati prima dell'arrivo della Polizia, che l'uomo aveva prontamente chiamato. La guardia giurata era però riuscita a registrate un filmato della bambina chiamata "Danàs" dalla donna vicino.

La piccola aveva poi pronunciato in un perfetto italiano le parole "dove mi porti?". L'uomo aveva inoltre notato un graffio sotto l'occhio sinistro, graffio che la signora Piera Maggio aveva più volte sottolineato nella descrizione della bambina al momento della scomparsa. Da quella segnalazione del 18 ottobre 2004 ne sono seguite molte altre, l'ultima proprio i giorni scorsi con il messaggio comparso su Fb e ora sottoposto ad accertamenti. Alcune persone segnalate sono state anche oggetto di verifica attraverso l'esame del Dna. Tuttavia, finora nessuna delle segnalazioni giunte in questi 11 anni, ha riportato Denise alla sua famiglia.