Un'altra svolta clamorosa nel caso di Denise Pipitone. Un testimone, che ha parlato al Tgr Basilicata, ha detto di aver conosciuto la ragazza che ha utilizzato Facebook per mandare un messaggio a Piera Maggio. L'uomo avrebbe detto che si tratterebbe proprio di Denise e che vive in un centro in provincia di Potenza insieme ad una famiglia arrivata in regione da qualche anno. Si tratterebbe, quindi, della stessa ragazza che avrebbe mandato un messaggio su Facebook alla mamma della bambina scomparsa da Mazara del Vallo, affermando di essere sua figlia.

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L'ipotesi verrebbe confermata dal cognome straniero della giovane. In particolare il cognome coinciderebbe con quello del capo di un campo rom vicino alla città di Mazara del Vallo.

La pista dei nomadi

Ritorna dunque a farsi sentire la pista dei nomadi, che era stata considerata all'inizio dell'indagine sulla scomparsa della bambina. Nei primi giorni in cui si persero le tracce di Denise Pipitone, gli inquirenti decisero di setacciare un campo rom, anche se queste ricerche non portarono a niente. La pista del rapimento da parte dei rom venne considerata nelle prime fasi delle indagini, per poi passare ad altro, visto che gli investigatori decisero di concentrarsi maggiormente sui conflitti a livello familiare. Non si sa chi sia l'uomo misterioso, che avrebbe fatto valere la propria testimonianza al Tgr, tuttavia l'ipotesi di un cognome affine a quello dei rom rimetterebbe in discussione molte delle ricerche che si sono susseguite nel corso degli anni.

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La continuazione della vicenda giudiziaria

L'ipotesi della ragazza che vive in Basilicata e che potrebbe corrispondere a Denise Pipitone è da prendere con molta cautela, anche perché non ci sono stati riscontri concreti da parte degli inquirenti. La vicenda, però, assume nuovi contorni, anche perché in questo periodo sta continuando il percorso giudiziario relativo ai fatti. Il tribunale di Palermo ha confermato nel frattempo la sentenza di assoluzione nei confronti di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, che era sospettata di sequestro di persona.