Crisi di pianto improvvise, altrettanto improvvisi mal di pancia. Notti insonni e quella voglia di non alzarsi dal letto per andare a scuola. La paura delle insegnanti e il vomito.... Tanti, troppi segnali lanciati dalle piccole vittime; le famiglie non hanno potuto ignorarle, anzi, hanno chiesto di vederci chiaro, rivolgendosi ai carabinieri.

Questo l'antefatto che - a partire dallo scorso aprile - ha fatto scattare le indagini: sotto stretta sorveglianza una scuola primaria di Borgorose, in provincia di Rieti.

'Ti appiccico al muro'

Soliti i sistemi usati per capire quale fosse la verità: intercettazioni ambientali e telecamere nascoste, che hanno ripreso quanto accadeva nella scuola: immagini inequivocabili, senza tema di smentita.

Scioccanti le frasi registrate, pronunciate dalle due maestre - oggetto del provvedimento di sospensione ed ovviamente indagate per maltrattamenti su minori: "Non capisci niente", "Non sai fare niente", "Fai pena", una continua vessazione psicologica su soggetti totalmente indifesi ed impreparati per gestire atti così violenti.

Per non parlare delle minacce rivolte ai piccoli, e puntualmente catturate nelle intercettazioni: "ti appiccico al muro" oppure "vi faccio fare a capocciate".

E per i più irrequieti, pronte anche le punizioni corporali: in ginocchio, in un angolo dell'aula, senza potersi muovere fino al via libera dell'insegnante.

Le due maestre, non contente, erano pronte a deridere continuamente i bambini; il malcapitato di turno era oggetto di scherno pesante e le insegnanti invitavano tutti gli alunni ad imitarle, un supplizio continuo.

Umiliazioni dietro umiliazioni, le riprese sono impietose: un piccolo, con i piedi piatti, costretto a camminare per tutta la classe, davanti ai suoi compagni, con al seguito una delle due maestre che lo imitava, ovviamente a mo' di caricatura esasperata.

Lo psicologo: danni permanenti

I bambini oggetto di maltrattamenti sono stati affidati all'esame attendo del Consulente psicologo per la Procura; il medico ha rilevato un forte trauma e danni difficili da quantificare, ma che - a suo avviso - potrebbero seriamente compromettere il futuro e la crescita dei bambini oggetto dei maltrattamenti.