A pochissimi giorni dalla accelerazione delle espulsioni degli immigrati illegali dagli Stati Uniti si è avuta oggi la prima vittima della nuova legge: un migrante messicano si è suicidato subito dopo aver varcato la frontiera. L'uomo si è lanciato da un ponte, un cavalcavia di 10 metri d'altezza, dopo aver superato il confine tra gli Stati Uniti e Tijuana. Le forze dell'ordine lo stavano rimpatriando con altri immigrati illegali.
Il suo nome è Guadalupe Olivas, 45enne di Sinaloa, ed era già stato espulso due volte dagli Stati Uniti. L'uomo non è morto subito ma è deceduto poco dopo nell'ospedale dov'era stato portato in seguito alla caduta. Era stato fermato 2 giorni fa a San Diego, in California, da una pattuglia ed era stato portato nei centri di raccolta per l'espulsione, dove lo avevano dotato del cibo che alla frontiera consegnano ai migranti espulsi, per poi scortarlo oggi in Messico. Sarebbe dovuto tornare a Sinaloa, nel Nord-Ovest del Messico,una regione dilaniata da vilenze quotidiane a causa del narcotraffico.
Alcuni testimoni che lo hanno avvicinato prima del folle gesto hanno detto che Olivas era angosciato dal fatto di essere stato di nuovo espulso e di dover tornare in una città dove non conosceva nessuno e che sentiva estranea
Giro di vite
Trump ha inasprito le regole preesistenti sulle espulsioni: la priorità di agenti degli uffici immigrazione, dogane frontiera sarà quella di espellere chiunque si sia reso colpevole di reati penali. Ma tra questi sono contemplati anche i reati relativi all'immigrazione, come usare documenti falsi, mentre durante l'amministrazione Obama si concentrava l'attenzione sugli immigrati illegali che avessero commesso reati gravi o costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale.
Dreamers
Con le nuove direttive della Homeland Security gli agenti di dogana e dell'immigrazione sono autorizzati a fermare molte persone che vengano intercettate e risultino irregolari sul suolo americano. L'unica eccezione ammessa è quella che riguarda i bambini che arrivano negli Usa senza regolari documenti, i cosiddetti "Dreamers. Lo hanno precisato i dirigenti della Homeland Security. Il programma è chiamato "Deferred Action for Childhood Arrivals" e prevede per loro permessi di lavoro e l'immunità dalla espulsione.