Qualche secondo di apprensione ma nessun danno in seguito la scossa di terremoto, di magnitudo 3.7 Richter, che nella notte tra il 23 e il 24 marzo alle 00:31 ha interessato la Costa Adriatica Brindisina. L'ipocentro del sisma, secondo quanto riporta l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha avuto profondità di 27,3 km.
L'evento tellurico è stato nettamente avvertito nelle località prossime l'epicentro quali Carovigno, ostuni e San Vito dei Normanni, nella provincia di Brindisi.
Ma ulteriori testimonianze sono giunte dallo stesso capoluogo di provincia insieme a Taranto, Lecce e Bari.
Gli effetti della scossa su Scala Mercalli
Dai questionari compilati nella sezione "Hai sentito il Terremoto" dell'Ingv, la distribuzione dell'avvertibilità è stata ampia, seppur variabile di comune in comune. Gli effetti maggiori sarebbero stati avvertiti nel leccese e brindisino, con stima pari al V° grado della Scala Mercalli. Nel resto della regione, invece, gli effetti sarebbero oscillati fra il III° e IV° grado.
Numerose sono state le telefonate dei cittadini al centralino del 115, ma dalle verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco e Protezione Civile, nessun danno sarebbe stato registrato a persone o cose.
Si è trattato perlopiù di segnalazioni inerenti le oscillazioni del pavimento, mobili e pareti di casa.
Il dato CSEM, USGS e la rivalutazione INGV
Secondo il Centro Sismico Euro Mediterraneo, la scossa avrebbe avuto magnitudo 4.1 Richter e profondità ipocentrale di 25 km. Stessa stima per lo United States Geological Survey, che nel proprio sito riporta magnitudo 4.1 Richter e ipocentro a 12,6 km.
Nei minuti successivi al sisma e per tutta la notte, l'Ingv aveva fornito la stima di 3.9 Richter, abbassata questa mattina a 3.7 Richter.
Intensa attività sismica nell'ultima settimana
Nell'ultima settimana, in Italia, sono stati cinque i terremoti che hanno superato la magnitudo 3.0 Richter. Il 19 marzo, alle 18:46, un evento di 3.1 interessò l'area etnea, con epicentro localizzato 12 km da Maletto, nella provincia di Catania.
Il 22 marzo, a tremare fu la Calabria. Alle 18:32, una magnitudo 3.3 interessò la Sila, con epicentro a 4 km da Parenti, Rogliano e Mangone, nella provincia di Cosenza. Nella giornata di ieri, invece, altre due scosse hanno interessato la penisola, con epicentri in mare. Il primo, alle 00:40, nel Tirreno Meridionale, localizzato a 68 km da Cosenza di magnitudo 3.7. Il secondo, qualche ora dopo, alle 17:50 di magnitudo 3.0 nel Canale di Sicilia Meridionale.
L'ultimo, quello di questa notte, alle 00:31. Magnitudo 3.7 al largo della Costa Adriatica Brindisina.