Stefano Peironi è un giovane appassionato di musica, ha 26 anni e risiede a Sassari. Il suo nome d'arte è "Peirons", e con il passare del tempo si sta imponendo nel panorama musicale della Sardegna e della penisola. Di seguito la sua intervista esclusiva per Blasting News.

La passione per la musica

Stefano, quando nasce la tua passione per la musica Rap/hip hop?

'Sin da piccolo la musica rap mi ha sempre colpito. Insieme alla cultura hip hop, sopratutto la parte del writing, del MCing (musica rap) e del freestyle, che per chi non lo sapesse, è l'arte di improvvisare delle rime, sfidando in una competizione altri rapper.

Ho iniziato a scrivere testi quasi per gioco, grazie ad un mio amico che mi ha trasmesso questa passione. Ricordo anche i primi testi veramente orrendi. Con il passare del tempo la musica è diventata, sempre più, un metodo per sfogarmi e per esprimere quello che provo'.

Hai scelto come nome d'arte "Peirons", facendo ironia sul tuo cognome. Sei così sarcastico anche nella vita privata?

'Sì, sono molto sarcastico, ironico e satirico anche nella vita privata. Il nome d'arte Peirons, è nato per caso, grazie i miei amici. Non ricordo esattamente quando, e chi me lo ha attribuito, però mi è piaciuto fin da subito. E lo utilizzo ancora oggi'.

I testi e le ambizioni

Nei tuoi testi si parla prevalentemente d'amore e rapporti tormentati.

Cosa vuoi esprimere con le tue canzoni?

'Nei miei testi parlo di me e di quello che vivo. Attualmente il mood è amore e odio. Cerco di essere sentimentale, ma non sdolcinato. Ovviamente tratto anche tematiche diverse, ma tendo a focalizzarmi più sulle emozioni che vivo in quel determinato periodo. L’ hip hop è nato negli Stati Uniti sia a livello musicale e culturale, e noi non apparteniamo a quella realtà, per questo, in Italia dobbiamo cercare di rappresentare la nostra realtà, e non cercare di fare gli americani se non lo siamo.

Non è da me parlare di cose che non ho vissuto, ostentare una finta fame, povertà o vita del ghetto'.

Con grande umiltà sei riuscito a farti conoscere a Sassari, la tua città natale. Quali sono le tue ambizioni?

'La mia ambizione è fare musica. Voglio che diventi il mio lavoro, non che resti solo una mia passione.

Perché è anche a causa del lavoro, che non posso dedicare alla musica e ad altre cose, il tempo che vorrei. Inoltre aspiro a farmi conoscere anche al di fuori della mia isola, ho molto da raccontare e da migliorare. Credo davvero in quello che faccio e ho molti progetti per il futuro'.

Sui social, soprattutto nelle ultime settimane, sei cresciuto rapidamente. E sono migliaia i fan che ti seguono sia su Facebook che su Instagram. Quanto sono importanti?

'Avere una fan base è una delle cose più importanti. Sia per te stesso come crescita personale, sia per la tua crescita artistica. Ci sono anche gli haters, ovvero persone che a differenza di fare critiche costruttive, tendono a denigrare o schernire a prescindere ciò che fai.

Per invidia o perché sono infelici della loro vita, e "odiare" come dice la parola stessa, li fa stare meglio. Anche questo fa parte del gioco'.

L'identità musicale

Non si può nascondere la tua originalità. Ma quanto è importante raggiungere un proprio stile e identità?

'E’ molto importante avere una propria identità ed essere se stessi. Ma è più importante avere un proprio stile. C’è molta omologazione, e per questo occorre sempre sperimentare nuovi suoni, nuovi modi di cantare, collaborare con artisti totalmente diversi da se stessi e cercare sempre nuove ispirazioni. Perché c’è sempre qualcosa da imparare da chiunque'.

Nonostante la tua passione per la musica, ancora non ti sei esibito in pubblico.

Conti di farlo in un prossimo futuro?

'Sì, certo. Spero di esibirmi in pubblico il più presto possibile. Ho iniziato a mettermi in gioco e pubblicare le mie canzoni solo in questi ultimi mesi. E, purtroppo, è stato quasi impossibile fare dei live a causa dell'epidemia da coronavirus'.

La vita privata

Un'altra grande passione sembra quella con i serpenti, infatti ne hai uno. Qual è il tuo rapporto con il rettile?

'In realtà ho due serpenti. Un pitone reale, protagonista dei miei video, e un boa costrictor. Il pitone reale è molto tranquillo, si fa prendere da chiunque, come serpente è famoso per la sua indole calma e pacifica. Mentre il boa, certi giorni, è meglio lasciarlo in pace se non voglio essere azzannato'.

Cosa pensano i tuoi familiari e amici della scelta di affermarti nel mondo della musica?

'Mia madre è la mia più grande fan. Vedo che è molto contenta e orgogliosa di ciò' che faccio, sia per la musica sia per il resto. I miei amici mi appoggiano molto, ne ho veramente pochi che si possono definire tali, ai quali faccio sentire le mie canzoni prima di pubblicarle, o chiedo consigli in generale. Siamo animali sociali e nessuno può andare avanti da solo'.

Se dovessi consigliare un coetaneo, o più in generale ad un'artista emergente che vuole dedicarsi alla musica, cosa gli diresti?

'Gli direi di dedicarsi ad altro. A parte gli scherzi, se gli piace, e se lo fa stare bene, gli consiglierei di studiare.

La musica, oltre ad essere una cosa molto personale, ti da anche un grande arricchimento spirituale. Di sicuro molti lo fanno puntando solo ad un successo che non sempre arriva, avendo come solo obbiettivo la fama. Purtroppo, per la musica rap, ma anche in generale, non c'è sempre una meritocrazia. Vedo artisti con molto talento, che meritano più successo di quello che hanno, come ci sono molti artisti che hanno un successo che non meritano'.

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