Si smonta il caso dell'attacco chimico perpetrato in Siria dall'esercito regolare del Presidente Assad ai danni della popolazione civile nella città di Douma? Il reportage di Robert Fisk, uno dei pochi giornalisti occidentali che sono riusciti a raggiungere la cittadina siriana occupata fino a pochi giorni fa dalle milizie terroriste, parrebbe confermarlo.
Come molti ricorderanno, sabato 7 aprile i media occidentali hanno trasmesso un video realizzato nella località siriana sotto assedio mostrando le vittime di un presunto attacco chimico, che ha portato ad un'azione di ritorsione da parte della marina degli Stati Uniti in un'azione congiunta con la Francia contro alcuni obiettivi militari di Damasco.
Le polemiche per questo intervento sono state molteplici, in virtù del fatto che la Russia guidata da Vladimir Putin si è schierata dalla parte del presidente Assad sostenendo la sua versione dei fatti ribadita per giorni: nessun attacco con sostanze vietate sarebbe stato attuato dall'esercito regolare.
Il reportage pubblicato da Independent smentirebbe l'attacco chimico
L'inviato sarebbe riuscito a ricostruire sia quanto realmente accaduto che la dinamica con la quale sarebbe stato girato il video che ha provocato la reazione occidentale. Racconta di essere riuscito ad intervistare il dott.
Assim Rahaibani, uno dei medici dell'ospedale della cittadina siriana il quale avrebbe affermato che non ci sarebbero stati attacchi chimici e che i civili ricoverati abbiano ricevuto disturbi agli occhi a causa del forte vento.
Durante i bombardamenti - racconta il sanitario - la gente era nascosta nei sotterranei che si sono riempiti della polvere sollevata dagli ordigni lanciati dall'aviazione regolare siriana provocando ipossia, ovvero perdita di ossigeno. Parecchie persone avrebbero subito questa forma di malessere e per questo motivo sarebbero state filmate mentre assumevano ossigeno con le maschere.
Lo stesso video, girato e diffuso dai 'Caschi bianchi', una Ong che molti accusano di non essere così indipendente, sarebbe stato girato con l'inganno all'interno di uno dei reparti.
I testimoni raccontano che un operatore sia entrato esclamando a gran voce 'attacco chimico' al fine di creare panico e girare la sequenza che è stata poi trasmessa dai telegiornali di tutto il mondo. Gli stessi operatori di questa Ong non sarebbero più nella città e si sarebbero allontanati dopo la fuga dei miliziani e l'arrivo dell'esercito regolare.