La vittima dell'attentato di Melbourne [VIDEO], consumatosi il 9 novembre nella Bourke Street, è un italiano, famoso in zona per aver fatto conoscere il vero caffè espresso a Melbourne. Secondo le prime indiscrezioni, l'uomo si è trasferito in Australia all'età di 18 anni, per poi acquistare il bar nel 1974. Il suo nome è comparso nelle pagine del quotidiano australiano Herald Sun, che lo ha descritto come co-proprietari, insieme al suo socio Nino Pangrazio, del noto bar a Melbourne.

Anche Russell Crowe affezionato al Pellegrini's Espresso Bar

Il celebre attore Russel Crowe, noto per aver interpretato il generale Massimo Decimo Meridio ne Il Gladiatore di Ridley Scott e per aver interpretato altri personaggi come il matematico John Nash in A Beautiful Mind e il capitano Jack Aubrey in Master & Commander, ha manifestato il suo dolore per aver perso colui che, per lui, era come uno zio e per tutti il punto di riferimento di un luogo accogliente, con un arredo anni '50, e rimasto immutato. Il bar è conosciuto per la sua storica macchina del caffè, unica a Melbourne.

La polizia di Melbourne ha identificato l'attentatore

La polizia di Melbourne, dopo aver eseguito due perquisizioni nella periferia occidentale della città, ha reso nota l'identità dell'attentatore. Si tratta di un uomo di origine somala, giunto in Australia negli anni novanta e a cui era stato annullato il passaporto nel 2015. Nonostante ciò, Hassan Khalif Shire Ali, questo il suo nome, non veniva monitorato attivamente dalla polizia. L'uomo ha prima dato alle fiamme la sua auto, a bordo della quale sono state trovate bombole di gas, scagliandola contro un centro commerciale. In seguito, ha aggredito tre persone, ferendone due e uccidendone una. L'uomo è stato ucciso dai colpi d'arma da fuoco dalla polizia, nel tentativo di catturarlo.

La rivendicazione da parte dell'ISIS

Qualche ora dopo l'accaduto, tramite la propria agenzia Amaq, l'ISIS ha rivendicato l'attacco a Melbourne. Da quanto riportato da un testimone, l'aggressore, prima di essere fermato e colpito dalla polizia, avrebbe gridato 'Allah Akbar' (Dio è il più grande). Secondo il tabloid britannico, l'uomo sarebbe stato un terrorista somalo, noto alle agenzie anti-terrorismo australiane e che avrebbe avuto legami con gruppi estremisti nordafricani.

Non è la prima volta che Melbourne si fa teatro di attacchi poi rivendicati dall'ISIS. L'ultimo risale a dicembre 2017, quando un'auto è piombata sulla folla, investendo 19 persone. Ancor prima, nel mese di giugno dello stesso anno, un uomo si è barricato all'interno di un complesso di appartamenti, uccidendo il portiere e prendendo in ostaggio una donna.