Non si placa l'attività sismica in Sicilia, alle pendici del vulcano Etna. Ormai infatti, da diverse settimane, gli abitanti fanno i conti quasi giornalmente con terremoti di piccola e media intensità, i quali nei giorni scorsi hanno anche provocato dei danni. Fortunatamente non ci sono stati ne feriti ne vittime, ma la situazione comunque è tenuta sotto stretto controllo dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Tutto è cominciato, come si ricorderà, il giorno della Vigilia di Natale, quando il vulcano improvvisamente cominciò a eruttare. Insieme all'eruzione dell'Etna, ci sono state le scosse di terremoto, da collegare, lo ricordiamo, esclusivamente all'attività eruttiva.
Questa mattina un'altra scossa
Già da ieri l'attività sismica è tornata a farsi sentire. Nella notte appena trascorsa ci sono state ulteriori scosse, la più forte delle quali si è registrata intorno alle ore 5:10 di questa mattina. La magnitudo è stata di 3.5 gradi Richter. L'epicentro fra i comuni di Ragaina, Adrano e Biancavilla.
Sin dalle 22 di ieri sera l'attività sismica è tornata ad avvertirsi in maniera distinta in tutta la zona. Non si registrano danni a cose o persone, che sono state colte di sorpresa dalla scossa, in quanto molti degli abitanti dei paesi etnei a quell'ora dormivano ancora. Uno sciame sismico quindi che non accenna a placarsi.
Salgono le richieste di sopralluogo nelle abitazioni
Questa situazione ha costretto ovviamente gli abitanti a tenere sotto controllo anche loro abitazioni. Come detto, ci sono stati già alcuni danni in Sicilia a causa di queste scosse. Secondo alcuni dati pubblicati dalla stampa nazionale, in particolare dalla testata giornalistica Leggo, sono ormai più di cinquemila le richieste di sopralluogo dopo la scossa di 4.8 Richter, verificatasi nel giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre scorso quindi.
La Protezione Civile siciliana è comunque in campo con i suoi uomini e mezzi, attività questa tesa alla sicurezza dei cittadini. Attualmente poco più di 900 immobili risultano inagibili, mentre quelli completamente inagibili sono 505. I paesi dell'hinterland etneo che mostrano i danni maggiori sono Zafferanea Etnea e Aci Sant'Antonio, con quattro edifici per parte che risultano seriamente danneggiati, e quindi al momento inagibili.
Nelle prossime ore ovviamente le autorità continueranno a monitorare la situazione, per il momento non si registrano nuove scosse.