Neanche la Covid ferma gli speculatori. La carenza di bombole d'ossigeno sembra aver dato vita ad un mercato parallelo e illegale. Sarebbe l'effetto di una richiesta aumentata, nelle ultime settimane, di oltre il 400%. Si tratta di strumenti fondamentali ai fini dell'assistenza domiciliare dei malati di Covid-19. Soprattutto nell'ottica di una necessità di ingolfare il meno possibile le strutture ospedaliere lasciando nel proprio domicilio quanti possono essere assistiti a casa.

Ecco perché beneficiare dei preziosi contenitori rappresenta oggi un passaggio cruciale. E sull'accaduto stanno già indagando anche i carabinieri che sono a caccia di quanti potrebbero avere intenzione di guadagnare sulla disperazione della gente. Come chi ha provato a piazzare sul mercato alla considerevole cifra di 300€ la bombola vuota utilizzata dalla donna.

Coronavirus: il grande paradosso è che l'ossigeno c'è

Occorre precisare che, paradossalmente, non c'è alcun problema relativo alla disponibilità di ossigeno medicale. L'unica crescente indisponibilità è quella dei contenitori.

Oggi è difficile immaginare che, nel breve tempo, possa essere incrementata la produzione di bombole e contenitori criogeni al punto da venire incontro al continuo incremento di covid

E si stanno iniziando a moltiplicare gli appelli affinché chi abbia una bombola a casa, si prodighi a consegnarla presso le farmacie. "Può salvare - fa sapere l'Aifa - una vita". Si stima, infatti, che ogni persona nel corso di una giornata necessiti di circa quindici litri di ossigeno al giorno. Per una persona infettata con il Sars-Cov2 e con sintomi importanti della Covid ne occorrono almeno il doppio.

Nel frattempo, come detto, su internet c'è stato chi ha messo in vendita a 300 euro la bombola che era stata usata da una parente.

Il contenitore, ormai vuoto, diventa merce preziosa per i motivi citati e c'è chi attua manovre poco corrette. Non a caso sono scattate le indagini dei carabinieri per sincerarsi della possibilità che possano esserci altri fenomeni di questo tipo da perseguire. L'obiettivo è evitare che si speculi sulla disperazione.

Le regioni dove mancano le bombole d'ossigeno

Ad oggi le regioni dove si segnalano le difficoltà nell'avere bombole d'ossigeno sarebbero l'Abruzzo, la Basilicata, la Liguria, la Valle d'Aosta e alcune aree del Piemonte. A segnalare la situazione critica nei territori citati è Repubblica che evidenzia anche il fatto che il problema starebbe via via estendendosi anche alla Sicilia.