Il nuovo decreto anti-Covid entrerà in vigore a partire dal prossimo 7 aprile, dunque fino a martedì 6 continueranno a valere le norme che erano previste in quello del 12 marzo.

Resta, dunque, la decisione di decretare la zona rossa nazionale per i giorni di Sabato santo, Pasqua e Pasquetta. Due giorni dopo entreranno in azione le nuove regole disposte dal nuovo provvedimento del governo Draghi, la cui bozza è iniziata a circolare da questo mercoledì pomeriggio e ha regalato già un'evidenza: niente allentamento delle restrizioni, ma prosecuzione della linea rigorista.

Nel governo prevarrebbe quindi una certa apprensione rispetto alla pressione sui sistemi sanitari, che continua a essere consistente e a un livello di contagi, che potrebbe risentire dall'azione di varianti sempre più contagiose.

A partire dal 7 aprile, secondo la bozza del decreto, si continuerà ad avere un'Italia che, di fatto, sarà unicamente rossa o arancione. Ogni regione sarà interessata dalla valutazione settimanale del monitoraggio e di conseguenza arriveranno le ordinanze del Ministero della Sanità. Fino al 30 aprile non sono previste zone gialle, sebbene ci siano delle porte aperte (o meglio socchiuse) rispetto a dei possibili allentamenti.

Decreto anti-Covid: in vigore dal 7 aprile

Il nuovo decreto Covid che il governo Draghi è pronto a rendere operativo avrà valenza fino al prossimo 30 aprile, come tra l'altro era già previsto dalle indiscrezioni.

Uno dei dati più significativi del provvedimento riguarda la prosecuzione dello stop alle zone gialle. Questo punto - secondo la bozza che sta circolando - si concretizza i due limitazioni essenziali:

  • la chiusura di bar e ristoranti per il servizio in loco su tutto il territorio nazionale, che in giallo avrebbero potuto lavorare dalle 5 alle 18
  • stop agli spostamenti, tenuto che un paese in zona arancione prevede rispettivamente al massimo i liberi movimenti all'interno di un comune (con le solite deroghe per i piccoli comuni) o, nella fascia più alta di rischio, ogni spostamento è vietato se non mosso da comprovate ragioni di lavoro, salute o necessità.

C'è comunque una novità consistente che riguarda le scuole ed era stata già anticipata nelle ipotesi che avevano preceduto l'uscita della bozza del decreto.

Dal 7 aprile riprende la scuola in presenza, anche in zona rossa, per tutte le fasce d'età che arrivano fino alla prima media.

Niente riaperture, ma possibili deroghe

Non è un mistero che nel governo ci fossero delle correnti più "aperturiste".

Matteo Salvini si era già esposto rispetto alla necessità di iniziare a immaginare delle riaperture nelle aree dove la situazione del contagio sarebbe stata sotto controllo e dove lo si sarebbe potuto fare in sicurezza.

Un orizzonte che avrebbe evitato, dunque, quello che si annuncia un altro mese di chiusure.

Tuttavia, per dare riscontro alle richieste, nel decreto sono presenti dei passaggi chiari. Sia quelli che dispongono la sospensione delle zone gialle fino al 30 aprile, ma anche la possibilità che il Consiglio dei Ministri, ove se ne creassero circostanze opportune, potrebbe mettere in atto speciali deroghe in merito allo stop generale della fascia gialla. A influenzare queste decisioni saranno essenzialmente due parametri: l'andamento dell'epidemia e la progressione sul territorio della campagna vaccinale.

Niente deroghe per visite a parenti in zona rossa

Secondo la bozza di decreto, inoltre, non saranno consentite le visite a parenti e amici in zona rossa.

La deroga prevista per il weekend di Pasqua con cui sarà possibile spostarsi verso abitazioni private (una volta al giorno, in massimo due persone al netto di minori di anni 14 e persone non autosufficienti), non dovrebbe essere mantenuta nei giorni successivi al 7 aprile

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