"A Roberta voglio un bene dell'anima. Deve tornare a casa per i nostri figli, Alessia e Daniele". A parlare è Antonio Logli, l'elettricista di San Giuliano Terme (Pisa) condannato a 20 vent'anni per l'omicidio della moglie Roberta Ragusa. La notizia è stata anticipata dal settimanale di cronaca nera "Giallo". L'uomo, attualmente detenuto nel carcere di Massa, da quanto si apprende sarebbe intenzionato di richiedere la revisione del processo.

'Roberta deve tornare a casa'

In una lunga lettera indirizzata a Gian Pietro Fiore e pubblicata dal settimanale Giallo attualmente in edicola, Antonio Logli è tornato a ribadire la propria innocenza.

"Mi hanno dipinto come un mostro - ha spiegato - senza tenere conto del fatto che sono il primo a essere preoccupato per la sorte di Roberta". Il 57enne, poi, ammettendo di avere una nuova relazione sentimentale, ha sottolineato di volere ancora "un bene dell'anima" a sua moglie. "Alessia e Daniele - ha continuato - hanno bisogno di lei. Anzi, se potesse vedere il vostro giornale, le chiedo di tornare”. Antonio Logli ha poi concluso, ribadendo la sua innocenza: "Non ho ucciso Roberta, è lei che si è allontanata". La donna, ricordiamo, è scomparsa dall'abitazione coniugale di Gello (frazione di San Giuliano Terme) nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 e nessuno ha più avuto sue notizie. Nel 2019, al termine di lunghe e complesse indagini, Antonio Logli è stato condannato in via definitiva a 20 anni di reclusione per l'assassinio e la distruzione del corpo della moglie.

Antonio Logli pronto a chiedere la revisione del processo

Logli, come precisato nell'articolo del settimanale, avrebbe intenzione di chiedere la revisione del processo. "Si tratta di un'istituto complesso - ha sottolineato su Facebook il giornalista Fiore - ma è una facoltà prevista dall’ordinamento".

Nella sua lunga missiva, l'ex elettricista ha voluto anche replicare alle accuse lanciate da Loris Gozi, il supertestimone che la notte in cui è scomparsa Roberta, avrebbe visto i due coniugi litigare a due passi dalla loro casa. "Soltanto il 27 dicembre 2012 - ha attaccato Logli - si è presentato per dire che ero io.

Come è possibile?".

Gozi, nelle scorse settimane, ha annunciato una querela nei confronti di Logli. Il 57enne, infatti, nell'ambito della sua strategia difensiva, lo ha accusato di aver detto il falso. "Ho sempre detto la verità" si è difeso il testimone asserendo che non aveva alcun interesse a mentire su Logli. L’avvocato Antonio Cozza, legale di Gozi, durante un suo recente intervento alla trasmissione Rai "Storie italiane" ha dichiarato che è stata sporta denuncia in quanto "non è possibile attaccare una persona che ha compiuto un dovere civico".

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