Quel meno 0,1% dell'Istat sul Pil rischia di provocare un vero effetto domino sull'economia italiana: un numero che sembra così piccolo (secondo la matematica) ma che, invece, potrebbe innescare un disastro, capace di mandare all'aria i piani di Matteo Renzi. Come mai? Cosa potrà succedere da qui ai prossimi mesi di così terribile e, soprattutto, di non preventivato dal Presidente del Consiglio?
Spieghiamo.
Matteo Renzi, il bonus degli 80 euro, il Pil del primo trimestre 2014 e i consumi
I dati dell'Istat sul Pil del primo trimestre 2014 potrebbero rivelarsi come una vera e propria mazzata al programma del Governo: il dato negativo del Pil, purtroppo, tra l'altro, anche uno dei peggiori registrati nell' Unione Europea potrebbe far aumentare la sfiducia negli italiani.
Che cosa potrebbe succedere, in pratica? C'è un principio da tenere in alta considerazione, più di qualsiasi altra cosa: Matteo Renzi puntava molto sul bonus degli 80 euro come spinta alla ripresa dei consumi.
Il principio è questo: 'Io dò agli italiani questi soldi, loro li spendono e ripartiamo con l'economia'.
Uno più uno, secondo la matematica, fa due, questo è vero, ma il presidente del Consiglio non si aspettava il 'colpo a sorpresa', quello che rischia di tramutarsi in una vera e propria pugnalata alle spalle, ovvero l'indice negativo sul Pil.
Governo Renzi, Pil negativo: le famiglie non spenderanno gli 80 euro perchè avranno paura?
Per quale motivo? C'è il serio rischio che la gente cominci a temere una manovra correttiva dei conti pubblici per il prossimo autunno, al ritorno dalla vacanze: non sarebbe una novità, intendiamoci, ma se le famiglie italiane cominciano ad avere paura di una nuova stangata fiscale, allora saranno costrette a fare questo ragionamento: 'Quegli 80 euro in più non li spendiamo più, ma li mettiamo da parte, per affrontare quei probabili giorni peggiori che ci aspettano a settembre'.
Risultato?
Se a giugno molte famiglie decideranno di non spendere più quegli 80 euro, si rischia un ulteriore frenata sui consumi, che andrebbe a peggiorare il dato del Pil sul secondo trimestre 2014: speriamo di no, perchè l'Italia rischierebbe il tracollo.