Il 2015 si è aperto con la prospettiva di un intervento strutturale sul campo della previdenza, che mai come ora sarebbe necessario per ripristinare gli squilibri verticali e orizzontali che pervadono l'attuale sistema pensionistico. Dopo tre anni dalla legge Fornero, stanno venendo al pettine tutti i nodi di una riforma fatta durante un difficile momento di emergenza e con l'obiettivo di rendere sostenibile l'Inps, ma sicuramente deficitaria in termini di adeguamento alle necessità dei lavoratori.

Partiamo proprio da alcune delle situazioni più eclatanti, che hanno visto realizzarsi delle sanatorie importanti con alcuni recenti provvedimenti legislativi.

Lavoratori precoci ed esodati: due salvaguardie di recente approvazione, ma c'è ancora chi potrebbe restarne escluso

La vicenda dei lavoratori esodati è stata spesso presa ad esempio dei meccanismi distorsivi che si sono venuti a creare con la riforma del 2011; nella pratica si tratta di persone che avevano firmato degli scivoli di prepensionamento e uscita dal lavoro, ma che si sono trovati improvvisamente senza possibilità di avere un reddito di sostengo a causa del cambiamento troppo repentino dei parametri di pensionamento.

Il Parlamento ha approvato una serie di sei salvaguardie per andare in loro soccorso, ma secondo i comitati territoriali in rappresentanza dei lavoratori non tutti hanno potuto usufruirne. Altrettanto emblematica è la questione dei lavoratori precoci, persone con decenni di versamenti a pesare sulle proprie spalle e nonostante ciò penalizzati nell'accesso alla pensione anticipata. Con l'approvazione della legge di stabilità 2015 si è finalmente risolto questo nodo per tutti coloro che matureranno i requisiti entro il 2017, una vicenda che potrebbe avere un riverbero positivo anche per gli esodati, visto che alcuni di loro potrebbero scegliere di confluire nella platea dei precoci, liberando nuovi posti in graduatoria.

Quota 96 della scuola e Gestione separata Inps: resta tutto fermo, ma si chiedono nuovi interventi

Resta invece ancora tutto fermo sulla delicata questione dei quota 96 nella scuola, dopo che gli insegnanti e i lavoratori ATA hanno chiesto al Miur di effettuare un nuovo conteggio sulla platea dei potenziali destinatari. Secondo i dipendenti pubblici, le persone interessate ad una misura sanatoria potrebbero risultare sovrastimate, un fatto che andrebbe ad incidere notevolmente sulle risorse necessarie per risolvere in via definitiva la situazione. Ma resta ancora tutto fermo anche sulla vicenda del progressivo aumento della gestione separata INPS per gli autonomi: il livello impositivo è destinato a salire fino al 33,00 % nei prossimi anni, mentre il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano ha chiesto in una recente intervista di riportarlo sulla soglia del 24%.

Vi è da aggiungere che lo stesso Premier aveva anticipato nelle scorse settimane l'intenzione di prevedere della agevolazioni per i giovani titolari di partite iva, pertanto sulla vicenda potrebbero esserci dei nuovi aggiornamenti nel breve termine.

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