Il suo nome è Kinvolved e, certamente, diventerà una delle app più odiate al mondo dagli studenti. Il noto quotidiano 'Repubblica' ha pubblicato la notizia relativa a questa applicazione che sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti e che è stata creata allo scopo di combattere la dispersione scolastica dei ragazzi, che, in molte zone, è in preoccupante aumento.
Kinvolved, la nuova app contro le 'cattive abitudini' degli studenti
L'inventrice di questa applicazione è Miriam Altman, un'ex insegnante americana: Kinvolved mette a nudo le 'bigiate' degli studenti, monitorando ogni giorno la frequenza scolastica degli studenti. Come funziona esattamente questo nuovo strumento professionale per gli insegnanti?
La scuola che decide di servirsi dell'app Kinvolved provvede ad installare il nuovo software sugli smartphone degli insegnanti: per ogni studente verrà creato un profilo personale che il docente potrà condividere con la famiglia del ragazzo.
Tale profilo conterrà tutte le informazioni utili per conoscere in 'real time' l'andamento scolastico dello studente, soprattutto per quanto riguarda i ritardi e le assenze. I genitori vengono avvisati attraverso degli sms alert quando si ritiene che il comportamento dell'allievo non rispetta le disposizioni scolastiche: le famiglie vengono avvertite anche in merito ai risultati degli esami e delle verifiche in classe.
Miriam Altman ha sempre considerato la grande utilità delle comunicazioni alle famiglie in merito all'andamento scolastico dei propri figli ed ecco perchè ha pensato di creare un'applicazione tecnologica in grado, non solo di rafforzare il rapporto insegnante-famiglie, ma soprattutto di invogliare gli studenti a migliorare il proprio comportamento.
I primi risultati ottenuti dalla sperimentazione di Kinvolved sono entusiasmanti: il novanta per cento degli insegnanti ritiene che la nuova app è in grado di migliorare la comunicazione in classe e quasi due professori su tre ha riscontrato sensibili cambiamenti nell'approccio scolastico dello studente ed un maggior impegno nelle attività. Anche gli psicologi ritengono che questo metodo possa rivelarsi utile per avvicinare di più le famiglie alla vita scolastica dei loro figli.