Da lunedì 18 luglio potrebbero essere emanate le linee Guida per i Dirigenti scolastici contenenti le disposizioni per provvedere alla cernita dei docenti che dovranno essere immessi in ruolo sulle cattedre vacanti. Aboliti come criteri l'anzianità di servizio e il punteggio, viene fatto valere il curriculum e tutte le esperienze teoriche raggiunte. Il potere maggiore lo avranno i Dirigenti scolastici ai quali viene lasciata carta bianca.
Stefania Giannini e Davide Faraone, rispettivamente ministro e sottosegretario del Ministero, si dicono soddisfatti dei risultati raggiunti. Hanno definito con il termine "innovazione" l'intero procedimento stilato, innovazione che mira a dare maggiore credito alla professionalità dei docenti e all'autonomia lasciata agli istituti scolastici.
Ambiti territoriali: nuovi criteri, si privilegia il curriculum vitae
Con l'emanazione delle linee guida i Ds (Dirigenti scolastici) potranno procedere a pubblicare degli avvisi con i posti vacanti: per ognuno di essi i Ds elencheranno i requisiti richiesti. Quest'ultimi sono tre: esperienze (dall’insegnamento in scuole di aree a rischio, alla didattica innovativa, passando per i progetti contro dispersione, bullismo o per l’orientamento, per fare alcuni esempi), titoli di studio e certificazioni (ad esempio lingue, certificazioni informatiche, dottorati attinenti), attività formative presso Università o Enti accreditati.
Ci deve essere massima trasparenza e tutto deve essere in linea con il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa). Giannini e Faraone sono assolutamente concordi nell'affermare che il traguardo raggiunto porti una ventata di novità atta a valorizzare le competenze professionale dei docenti e ad abolire il vecchio metro di giudizio che si basava sul tenere conto del punteggio conseguito dal docente e dall'anzianità di servizio dello stesso. La Buona Scuola cerca quindi di dare un nuovo assetto al sistema scolastico: si vuole offrire ad ogni istituto solo docenti altamente preparati e adatti alle esigenze degli studenti e dei territori. Si cerca sempre quindi di creare una scuola all'interno della quale i docenti immessi in ruolo siano i migliori sulla base del bagaglio culturale in loro possesso.